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La Nazione Livorno - Matteoli-Bacci, la «strana coppia» per il rilancio del Vespucci

 

Il senatore ed il sindaco di Colle lanciano la sfida: «La crescita è possibile solo coinvolgendo l'imprenditoria privata
di MICHELA BERTI


— LIVORNO —
UNA «STRANA coppia» quella che ha animato ieri mattina il convegno organizzato dalla Fondazione della libertà per il bene comune. Il senatore Altero Matteoli e il sindaco di Colle Lorenzo Bacci sono andati a braccetto in questa sfida per il rilancio dell’interporto di Guasticce. Della serie: basta polemiche, ormai il Vespucci c’è e deve essere sfruttato, possibilmente al meglio. L’interporto Vespucci, insieme al porto di Livorno e all’aeroporto di Pisa sono stati al centro del dibattito di politici, tecnici e amministratori. Ma l’introduzione di Bacci, il padrone di casa, è stato l’elemento centrale della discussione, con quelel parole coraggiose riprese dal sentaore nel suo discorso conclusivo. «Senza il coinvolgimeno dei privati non si raggiungono certi obiettivi» ha osato Bacci e «la crisi può essere vista come opportunità». «Quest’area — ha detto il giovane amministratore — ha tutte le carte in regola per diventare motore di sviluppo del territorio. Ma dobbiamo condividere una strategia da vendere poi ai privati ed al Governo». Le tasche pubbliche sono sempre più vuote e sarà difficile attingervi per realizzare infrastrutture che — da sole — non bastano ad attrarre impreditori. «Gli armatori — ha detto Federico Barbera presidente dell’interporto — vanno dove ci sono le merci non dove ci sono le infrastrutture». E di merci, in provincia di Livorno — come nel resto della Toscana — se ne vedono sempre meno. Gli amministratori locali — ovvero la politica — devono allora «creare una cornice ottimale — prosegue il sindaco di Colle — perché queste tre strutture possano creare una sintesi. Ciascuno di noi deve essere pronto a mettere da parte un po’ di sovranità per creare questo piano strategico per la Toscana». Poi Bacci lancia il cuore oltre l’ostacolo «dobbiamo diventare un’unica grande città europea» anche dando il senso a questo progetto logistico.
ECCO CHE da Colle si rinnova la richiesta per entrare nell’Authority «cerchiamo di far prevalere il buon senso — ha concluso Bacci — guardano non alle prossime elezioni ma alle future generazioni». Uno slancio istituzionale-Montiano che non è sfuggito al senatore Matteoli; l’ex ministro delle infrastrutture — nonostante la sua avversione al Governo tecnico — ha valorizzato l’intervento del giovane amministratore; riportando i riflettori sul Vespucci come opportunità. «Perché — ha detto il senatore — abbiamo una ricchezza come il quella dell’interporto e subiamo la crisi? Credo che la risposta sia solo una: qui le cose sono state gestite sempre come fatti personali. Il porto non è di Livorno, è dell’Italia; l’aeroporto non è di Pisa, è dell’Italia!». Poi sottolinea una battuta fatta dal sindaco Cosimi: «C’è necessità di collaborare con tutti, anche con i pisani...». Frasi che hanno un sapore ghiotto soprattutto in queste settimane in cui si parla tanto dell’accorpamento delle due province, Pisa e Livorno. Ma alla collaborazione si deve unire anche un nuovo spirito: basta con le polemiche».
«HA RAGIONE Cosimi a rivendicare il Lotto Zero — dice Matteoli — il problema è che si rischia di non fare nemmeno la Tirrenica perché chiedere l’esenzione per 600mila persone è un’asssurdità». Ecco che uno dei padri di questo progetto invita i cittadini — ma soprattutto gli amministratori che hanno spesso buttato benzina sul fuoco — a riflettere su certe drastiche posizioni. La Tirrenica è fondamentale anche per il futuro del porto. «Livorno non potrà ripartire — chiude Mattoli — se non ripartirà il suo scalo. E’ arrivato il momento di fare sistema, lontano dalle tessere e dai campanilismi».


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