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La Nazione Cecina - Domenica - Grilli taglia le agevolazioni fiscali: non ci sono i numeri per l'autostrada
CECINA MANCHEREBBERO ALLA SAT RISPARMI PER CIRCA 500-600 MILIONI DI EURO
di FIORENZO BUCCI
— CECINA —
E SE FINISSE come è sempre finita da decenni, cioè nel nulla. Ovvero se l’autostrada tirrenica restasse confinata in quei tre miseri chilometri tra Palazzi e Rosignano per i quali si paga già il balzello di 60 centesimi? Se questo e non altro alla fine si ottenesse? Non solo le difficoltà economiche che condizionano la realizzazione del progetto, non solo l’inadeguatezza delle strutture collaterali che non offrono alternative per il traffico locale e per i collegamenti con l’autostrada, non solo le proteste che non si placano e alle quali, in vista di importanti tornate elettorali, i partiti maggiori non possono restare insensibili, non solo il problema dell’esenzione dal pedaggio che una visione onirica indica fino a 580mila beneficiati ed una visione realistica circoscrivere per ora ai residenti nella bassa Val di Cecina.
C’È ANCHE altro a turbare i sonni di chi sulla costruzione della Tirrenica ha puntato. Il neo ministro del Tesoro, Vittorio Grilli ha infatti tagliato dal decreto «Salva Italia» la possibilità per la concessionaria Sat di usufruire delle agevolazioni fiscali per le grandi opere realizzate tramite project financing. Un aiuto che, investendo Iva, Irap e canoni accessori, comporta risparmi nell’ordine del 15 per cento del costo dell’opera, più o meno 500-600 milioni di euro. Finora Regione, Province, Comuni e partiti favorevoli all’autostrada si erano affidati alle assicurazioni del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera il quale aveva preso l’impegno d’introdurre le agevolazioni fiscali soprattutto dopo l’approvazione alla Camera in aprile di un emendamento dell’onorevole Pd Luca Sani proprio per concedere la defiscalizzazione alla Sat. Oggi lo stesso Sani è lapidario : «Se non ci saranno le agevolazioni fiscali a sostegno del project financing, la Tirrenica non si farà perché questo significherebbe sottrarre risorse alla variante Talamone-Ansedonia, all’abbattimento del pedaggio per i residenti e all’adeguamento della viabilità di servizio».
IL GOVERNATORE Enrico Rossi addirittura ha incontrato il ministro Passera per chiedere spiegazioni e per soprattutto per farsi ripetere le assicurazioni circa la modifica del provvedimento di Grilli. I deputati toscani hanno nel frattempo cercato di far quadrato. Il vice capogruppo alla Camera Michele Ventura ha subito presentato un emendamento per superare i tagli di Grilli sperando di trovare la convergenza del Pdl (non sarà difficile, considerata la posizione dell’ex ministro Matteoli). I tempi per grandi slanci di generosità però non sono propizi anche perché, al di là di fisco o non fisco, si sta facendo largo la convinzione che questa infrastruttura diventi imbarazzante: costa abbastanza, non pare produrre redditi per la concessionaria, nel tratto da Rosignano-Grosseto non è delle massima utilità (la Variante Aurelia regge bene il carico di traffico), il pedaggio conseguente è un elemento di disturbo per chi, in grave crisi di consensi, cerca di rifarsi una verginità in vista delle urne.
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