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La Nazione Piombino - La Lucchini si è fermata
PIOMBINO SCIOPER DI DUE ORE DAVANTI ALLA PORTINERIA
«Servono risposte da Roma»
«Una crisi che mette a rischio l’intero comprensorio»
— PIOMBINO —
SCIOPERO ieri mattina di due ore davanti alla portineria Lucchini, in attesa di risposte certe da Roma sul futuro dello stabilimento. L’appuntamento al Ministero dello sviluppo economico è per martedì 17 alle 12, oltre a Lucchini all’ordine del giorno c’è anche la situazione della Magona. Davanti agli operai ieri hanno preso la parola i segretari di Fim, Fiom e Uilm Fausto Fagioli, Luciano Gabrielli e Vincenzo Renda. Hanno spiegato la situazione, le preoccupazioni per la fermata dell’altoforno, annunciando la preparazione dell’attivo dei delegati metalmeccanici in programma il 18 luglio, allargato a Cgil, Cisl e Uil, alle categorie economiche, alle istituzioni e forze politiche del territorio.
«QUESTA difficile situazione riguarda l’intero comprensorio. L’obiettivo dell’attivo – ha detto il segretario Fiom Luciano Gabrielli – è quello di fare il punto della situazione. Piombino non deve chiudere. Nella manifestazione di novembre i negozi avevano cartelli con scritto “chiusi oggi per essere aperti domani”, e oggi se possibile la situazione è peggiorata. Riguarda veramente tutti. Non solo Piombino e il comprensorio, ma va allargata a livello nazionale, perché la siderurgia è una questione italiana. Facciamo l’attivo per concordare insieme ulteriori iniziative».
A ROMA i sindacati porteranno la questione della fermata di un mese dell’altoforno e anche il fatto «che questa fermata rischia di ritardare il piano presentato dal nuovo Cda e il tempo stringe per trovare un nuovo acquirente. Il ministero dovrà dirci quindi cosa intende fare per rendere appetibile lo stabilimento, cosa ci mette a livello di bonifica, infrastrutture e anche sugli ammortizzatori sociali. Non andremo a fare una discussione ma chiederemo un pronunciamento chiaro» ha concluso Gabrielli. Oggi intanto alle 10 i sindacati sono in Regione per la questione del 10% del contratto di solidarietà.
Maila Papi
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