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La Nazione Livorno - Lo sgarbo alla Liberty approda in tribunale
Il broker Fanfani contro la «Porto 2000»
La Cilp invece s’appella al Tar per la concessione sull’Alto Fondale
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
LA FUGA della Liberty of the Seas a La Spezia, con i suoi 4 mila croceristi, è sembrata l’ultima goccia a far traboccare il calice della guerra degli ormeggi sull’Alto Fondale. Ma in realtà era già colmo da settimane. E adesso, vista l’impossibilità di gestire una stagione delle crociere come chiedono i grandi brokers delle compagnie di navigazione, si è passati ai tribunali. Più precisamente: la William Shepherd, l’agenzia livornese del gruppo Fanfani che gestisce il maggior numero di accosti da crociera nell’anno, ha presentato un ricorso all’Autorità garante della concorrenza contro la «Porto 2000». Analogamente la Cilp ha presentato ricorso al Tar rivendicando la propria concessione (che scade solo nel 2024) sull’Alto Fondale contro le delibere considerate illegittime dell’Autorità portuale a favore della «Porto 2000». Oggi a Palazzo Rosciano ci sarà un incontro tra Cilp e Authority per vedere di derimere la matassa, ma prevale da entrambe le parti lo scetticismo. L’Authority si riferisce al pre-piano regolatore approvato dal comitato portuale che indica nell’alto fondale lo scalo delle crociere. La Cilp a sua volta rivendica le banchine in propria concessione per i traffici della cellulosa (e le cui navi hanno «cacciato» l’altro giorno la Liberty of the Seas). Più articolata la posizione dell’agenzia del gruppo Fanfani, che appoggiata allo studio legale Canepa & C. parte dalla considerazione che se si toglie — come chiede la «Porto 2000» — la concessione dell’Alto Fondale alla Cilp non può essere data direttamente alla richiedente ma deve andare in gara come vuole la legge. Nel ricorso all’Autorità garante della concorrenza è proprio il tema della concorrenza sulle banchine livornesi a far da perno, insieme all’impegno — peraltro auspicato dalla stessa Autorità portuale nella recente vicenda della Seatrag — che viene richiesto alle imprese di creare lavoro. Ebbene, in una joint-venture tra Cilp e Shepherd è stata prospettata la possibilità di portare a Livorno la centrale operativa della logistica per tutte le navi da crociera in Europa, con un contratto di tre anni che significherebbe prezioso ossigeno per la Compagnia portuali e un rilancio — ma anche una garanzia — per il porto labronico nel settore delle crociere. Il contratto in questione è stato a lungo discusso con i principali armatori delle crociere, ed è ad un passo dal perfezionamento: ma la «Porto 2000» si è messa di traverso sostenendo che tutti i servizi alle crociere spettano ai suoi uffici e l’Authority si è schierata dalla sua parte.
DA QUI, dopo inutili incontri anche ai massimi livelli, la decisione di Cilp e di Shepherd di ricorrere alle vie legali, chiedendo altresì che venga garantita la disponibilità di accosto per le grandi navi da crociera all’alto fondale, con priorità assoluta rispetto ad ogni altro tipo di nave per poter offrire alle compagnie dei croceristi una certezza di ormeggio. Senza la quale Livorno rischia di perdere anche il suo quarto posto assoluto nella graduatoria dei porti crociera come ha già perso da tempo quello nella graduatoria degli scali containers.
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