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Il Tirreno-Concordia, persa la prima occasione.
Aziende piombinesi per ora escluse, l’intero appalto affidato a Fincantieri. Rossi e il sindaco si appellano al ministero
di Giorgio Pasquinucci wPIOMBINO Primo inciampo per l’Associazione temporanea d’impresa (in via di costituzione tra le aziende piombinesi Bertocci, Siderpiombino, Gb e Comip) nella gara per alcuni dei lavori preliminari all rimozione dall’Isola del Giglio dello Scafo della Costa Concordia. Le quattro aziende avevano infatti presentato un’offerta, per un valore superiore ad un milione di euro, per la realizzazione dei supporti della piattaforma marina che servirà al raddrizzamento della nave, ma la “Loc”, l’assicurazione che copre il rischio della società americana che controlla la Costa Crociere, ha deciso di affidare ad un unico soggetto, la Fincantieri, l’intero appalto. Per il momento, dunque, resterebbero esclusi sia i Nuovi cantieri Apuani che le imprese piombinesi. «Abbiamo appreso la notizia dell’esclusione ella nostra offerta – afferma l’ad della Bertocci Massimiliano Spagnesi – martedì pomeriggio. Siamo stati costretti a preparare tutto in fretta, e probabilmente il nostro intervento è arrivato in ritardo, nonostante che la nostra proposta fosse perfettamente calibrata con la tipologia delle nostre imprese. C’è ora da sperare che ci siano altre opportunità». Ieri intanto in Regione si è svolto un incontro tra il presidente Enrico Rossi e il capo della protezione civile Franco Gabrielli, al quale, oltre agli amministratori del Giglio e della Provincia di Grosseto, ha preso parte anche l’ingegner Dario Talluri, ex ammnistratore delegato della Magona, incaricato da Sviluppo Toscana di coordinare gli interventi che saranno chiesi alle imprese toscane dalla Titan-Micoperi. Sia Rossi che il sindaco Anselmi hanno preso molto bene la decisione di affidare l’intero appalto alla Fincantieri. Tanto che entrambi si sono fatti sentire dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. «Le cose – ha dichiarato Rossi – si stanno evolvendo in maniera positiva e per le imprese toscane sono aperte delle possibilità su cui stiamo lavorando, al di là dell’affidamento dell’appalto a Fincantieri come capo-commessa unico. Sulla possibilità di impegni della Nca nella costruzione dei “cassoni” che serviranno al galleggiamento della Concordia, Rossi ha affermato: «Confidiamo che una parte del lavoro possa essere portato nel cantiere toscano, che versa in una situazione delicatissima . Ci sono poi altre imprese toscane che possono essere candidate a lavorare per altri settori del progetto». In questa direzione sia il presidente Rossi che il sindaco Anselmi hanno avuto diretta rassicurazione dell’interessamento del sottosegretario De Vincenti con Fincantieri. Nessuna clausola contrattuale a quanto pare obbliga la capofila a subappaltare parte dei lavori che le aziende toscane, comprese quelle piombinesi, sarebbero in grado di fare. Ma non c’è neanche niente che lo impedisce. Ed è esattamente questo che Rossi ed Anselmi hanno chiesto ieri al rappresentante del governo. « È chiaro – commenta commenta il sindaco – che a questo punto la pressione diventa politica, con l’obiettivo che Fincantieri faccia ricadere parte del lavoro sulle aziende toscane e locali. Non dobbiamo tuttavia che Piombino e il suo porto, individuato come base logistica dell’operazione, beneficierà comunque di una rendita di posizione». Il tempo si fa tuttavia sempre più ristretto anche per l’intervento su Fincantieri. Ieri, infatti, il commissario Gabrielli ha indicato nel 31 agosto la data in cui inizieranno le operazioni di messa in sicurezza della Concordia, proprio con la fase di raddrizzamento dello scafo, cui erano interessate a partecipare le quatrro imprese piombinesi.
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