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Il Tirreno-POLEMICA ISTITUZIONALE.

 

Sindaci ancora divisi Sul Comune Unico ora è scontro aperto
 
 
 
 
RIO NELL’ELBA Non si placano le polemiche sul Comune unico. A dar fuoco alle polveri un incontro, a Firenze, con la Regione. Il botta e risposta questa volta ha visto protagonisti il sindaco riese, Danilo Alessi, e quello di Campo nell’Elba, Vanno Segnini. I due primi cittadini, di opposte sponde politiche, non sono d’accordo neanche sul futuro amministrativo dell’Elba, con Alessi che insieme a Peria e Barbetti sarebbe favorevole al Comune unico, e Segnini che osteggia apertamente questa probabilità insieme ad un nutrito gruppo di colleghi. All’origine dello scontro, l’assenza del sindaco campese all'incontro con la prima Commissione consiliare regionale, che voleva prendere atto delle posizioni dei favorevoli e i contrari al nuovo possibile assetto istituzionale. Segnini, rimasto all’Elba, ha inviato una lettera per esprimere «netta contrarietà» alla proposta di legge. E Alessi non l’ha presa bene. «Quella di Segnini – dice – è la solita lamentevole tiritera sulla validità delle procedure referendarie. A dar retta a lui saremmo ancora con lo Statuto Albertino, con la monarchia anziché con la Repubblica, con le Regioni ancora da venire, le donne escluse dal voto e tante riforme abortite ancor prima di nascere. Ogni volta che c'è qualcosa da cambiare, c'è sempre qualcuno che sventola lo spauracchio del "salto nel buio" e ti angoscia con la "paura dell'ignoto”. Ciò che appare inaccettabile – continua Alessi – è il linguaggio con cui Segnini si esprime per giudicare coloro che la pensano diversamente da lui, affibbiando loro etichette che non stanno né in cielo né in terra. Affermare che i sostenitori del Comune unico siano motivati da "interessi di parte" è già di per sé una grave licenza verbale. Ma definirli addirittura "scellerati" mi pare troppo, quasi a pensare di aver perso il senso della ragione e certamente oltre i confini di un confronto che deve essere e restare democratico e civile». La controreplica di Segnini non si è fatta attendere. «Dal comitato e dagli amministratori manca un apporto democratico di idee, riflessioni e progettualità – dice –. In questo progetto ci sono le stesse persone che da oltre 40 anni si sciacquano la bocca con l’inflazionato slogan del Comune unico. Quegli stessi soggetti che hanno ricoperto incarichi politici e amministrativi di rilievo, per di più in enti che avevano l’ambizione di trasformarsi in qualcosa di più che assomigliasse a un prototipo di Comune unico. Quegli stessi enti – sottolinea Segnini – sono stati sciolti per non aver raggiunto quegli obiettivi più volte sventolati. Guardiamo invece ai fatti che rispondono al nome delle gestioni associate. Da gennaio ad oggi io e la mia collega Bulgaresi ne abbiamo prodotte due. Io non sono contro il cambiamento. Sono contro l’infondatezza e l’approssimazione di certa politica che spaccia per contenuti i proclami. La proposta presentata non esiste nei suoi contenuti - se non quella di sostituire a otto comuni uno soltanto».


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