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Il Tirreno Livorno - Lunedì - Porto, inverno choc per i container

 


di Mauro Zucchelli LIVORNO I dieci giorni che potrebbero sconvolgere il porto – fra il D-day del Prg in comitato portuale e l’asssemblea dei portuali sul piano Bruschini – si aprono sotto il segno di cifre che non lasciano scintillare l’ottimismo. E non solo perché complessivamente nei primi tre mesi dell’anno la movimentazione complessiva delle merci sulle banchine laborniche è scesa (in tonnellate) del 5,7%, tornando sotto la soglia delle 7 tonnellate per trimestre. È soprattutto sul fronte dei contenitori che la flessione si fa pesante: si superano a malapena i 136mila teu, perdendone oltre 21mila rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (meno 13,4%). Al netto di quel che accade con i contenitori vuoti (con un pderoso riassetto della geografia degli sbarchi e degli imbarchi), un psante segno “meno” lo troviamo nell’import di contenitori pieni: è il segno di una recessione che fa calare la domanda di beni da parte del territorio servito dal nostro porto o, al contrario, semplicemente l’import è orientato a prendere altre strade per raggiungere il cuore produttivo d’Italia? Del resto, la portualità italiana perde ancora (meno 7,9%) ma non è più una Caporetto come in passato, quella sorta di mal comune mezzo gaudio. La Spezia batte in testa ma non perde più del 7,4%, Genova vola crescendo di dieci punti percentuali, Cagliari quasi di sei e Napoli di una dozzina. Per farla breve: fra i primi otto porti italiani, eccezion fatta per il “malato” Gioia Tauro – che è un tipo di porto del tutto a sé nelle rotte dei container – Livorno è lo scalo che da gennaio a fine marzo ha perso di più sul fronte dei contenitori. L’unico sorriso vero lo offre il dato delle “autostrade del mare”: in tonnellaggio l’incremento è alquanto contenuto e non arriva al punto percentuale ma si sono contati quasi 40mila mezzi all’imbarco (con una leggerissima flessione) e altrettanti allo sbarco (con un aumento del 4,5%). Parola della newsletter quindicinale del Centro studi ricerche della Camera di commercio, che per questo traffico segnala per il periodo da gennaio a marzo l’arrivo di 216 navi, «ben 18 in più rispetto allo stesso trimestre del 2011», senza contare che «la stazza lorda media per naverisulta cresciuta di circa il 45%, altro indicatore in forte espansione di questa importante categoria di traffico». L’analisi dell’équipe dell’ente camerale mette sotto i riflettori proprio questo spicchio dei traffici portuali, che ormai da qualche anno è diventato la tipologia numero uno nella movimentazione delle merci in porto: cresce ma non galoppa. Al settore – si afferma – giovano i nuovi servizi di linea Genova-Livorno-Catania (iniziato a fine 2010), Genova-Livorno-Palermo-Tunisi nonché il potenziamento dei collegamenti da Livorno verso la Spagna/Marocco (servizi di linea da/per Valencia e Barcellona/Tangeri) tutti operati dal Gruppo Grimaldi».


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