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La Nazione Piombino - Sabato - Nubi su Magona e Lucchini e i sindacati vanno a Roma

 

PIOMBINO TROPPE INCERTEZZE: DALLE PENSIONI ALLE MALATTIE
Fim e Uilm chiedono garanzie al governo tecnico


— PIOMBINO —
INCERTEZZA sul futuro della Lucchini e della Magona. Le preoccupazioni di Fim e Uilm che oggi scendono in piazza per chiedere segnali chiari al governo. A spiegare motivazioni e rivendicazioni i segretari Fim e Uilm Fausto Fagioli e Vincenzo Renda. «Domani (oggi, ndr) siamo a Roma con Cgil, Cisl e Uil perchè vogliamo cambiare quello che il governo dei tecnici sta portando avanti, prima fra tutti la questione della riforma delle pensioni. Deve essere rivista l’età, fisicamente un lavoratore non può farcela. Non consentiremo di effettuare peggioramenti al momento delle modifiche. Deve essere garantito il reintegro nel licenziamento senza giusta causa. Scendiamo in piazza e se non ci saranno segnali chiari, chiederemo a Cgil, Cisl e Uil di passare a lotte più incisive». E sulla Fiom che protesta da sola: «La Fiom dovrebbe domandarsi perché protesta da sola. Noi stiamo con Cgil, Cisl e Uil e non partecipiamo alle manifestazioni che da soli propongono». E sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. «Martedì 19 alle ore 14 al Perticale la piattaforma verrà presentata dal direttivo Fim e Uil — concludono Renda e Fagioli — successivamente ci saranno le assemblee (entro il 6 luglio) poi i referendum e se sarà approvata verrà consegnata a Federmeccanica e pensiamo di chiudere entro l’anno. Fra le rivendicazioni: dal salario alle maggiori tutele per le malattie e una modifica della scala parametrale per dare più soldi ai 3° e 4° livelli». Per quanto riguardaLucchini «abbiamo raggiunto un primo risultato, quello di avere un cda con ottime credenziali e conoscenze siderurgiche. Ma rimane aperta la questione della convocazione al ministero e l’incertezza sul futuro in attesa di un compratore».
MAGONA: «Altra questione aperta. Rimane l’incertezza –— concludono Renda e Fagioli — ormai da tanto assistiamo a misure che prevedono riduzioni, non abbiamo un progetto di investimenti proprio ora che la concorrenza si sta attrezzando». In Magona resta aperta la cassa integrazione e il contratto di solidarietà.
m. p.


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