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La Nazione - Yacht di lusso, il futuro dei cantieri

 

Sfida toscana da 600 posti di lavoro
Le strategie di Azimut-Benetti per il polo della nautica
Pino Di Blasio


VIAREGGIO
E’ TORNATO da un viaggio in Messico, una missione da Carlos Slim, l’uomo più ricco del mondo e patron di Telefonica, per convincerlo a cambiare il suo mega yacht. Dopo poche ore, Vincenzo Poerio, amministratore delegato del gruppo Azimut-Benetti, ha officiato alla Darsena di Viareggio alla cerimonia del varo del nuovo Benetti Vision 145’. Sulle note del ‘Va Pensiero’, il lussuoso yacht da 44 metri con due motori Caterpillar da 1300 cavalli ciascuno e una velocità di 15 nodi, comprato da un affermato chirurgo di Washington, è scivolato dolcemente in acqua.
«Siamo particolarmente orgogliosi di questo varo, centesimo yacht in vetroresina costruito a Viareggio dal 1998, ulteriore dimostrazione della capacità di Benetti di ascolto del cliente e di interpretazione delle sue esigenze». L’allestimento del «Checkmate» (è il nome della barca) è durato quasi 2 anni e ha occupato circa 200 persone.

E’ QUESTO il futuro del distretto della nautica, del polo delle grandi barche che da Viareggio a Livorno, da La Spezia passando (si spera) per i Nuovi Cantieri Apuania, può rappresentare il futuro di un settore che è stato reduce da anni di crisi. Con fatturati crollati del 50% in due anni e tagli al personale. E con marchi storici che si dibattono con la carenza di commesse e la minaccia di ulteriori tagli. La nuova strategia dei cantieri Azimut-Benetti, con Paolo Vitelli presidente, è di costruire yacht lunghi 90 metri e oltre, sfruttando l’area degli ex cantieri Orlando a Livorno, acquisiti da circa 10 anni.
«Se puntiamo sui maxi yacht - assicura Poerio - il distretto della nautica toscana potrà avere 500-600 posti di lavoro in più. E contribuire ad alzare i fatturati per le aziende che lavorano già per allestire barche di lusso. Le imprese del mobile toscano, riconvertitesi alle rifiniture di interni, i mobili imbottiti, i design delle attrezzature. I nostri clienti sono esclusivamente stranieri, i prezzi delle nostre barche vanno da 7 milioni di euro fino a 120 milioni». Sarebbe questo il prezzo del primo maxi yacht, una commessa di un armatore del Nord Europa.

SPLENDE sempre il sole sul mondo dei ricchi, cantavano gli Abba. E la conferma arriva dal portafoglio clienti dei cantieri, rigorosamente top secret. «Ma non per ragioni fiscali - ha ribattuto qualche tempo fa Poerio - quanto perché essendo stranieri, i nomi non direbbero molto. E un settore non può essere rovinato da chi evade il fisco con vari trucchetti». Oltre all’allestimento di nuovi yacht, il distretto scommetterà anche sul «refitting», sulla risistemazione e i nuovi allestimenti delle barche con il marchio Azimut-Benetti. Stando ai fatturati, ai ricavi cresciuti del 40% rispetto all’anno precedente, con un fatturato sopra i 750 milioni di euro, la strategia sembra essere vincente.
E LO E’ anche per lo stabilimento Fincantieri del Muggiano, nel golfo della Spezia, che sarà teatro del più grande yacht mai costruito al mondo: oltre 165 metri di lunghezza fuori tutto. Il prezzo potrebbe oscillare dai 300 ai 500 milioni di euro, in relazione alle pretese di arredamento dell’armatore. Che sarebbe un arabo o un russo, capace di dar lavoro allo stabilimento spezzino per almeno 3 anni.


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