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Il Tirreno Piombino - sabato - Cava di Montorsi, tanti all'assemblea con i sindacalisti

 


VENTURINA Si è tenuta ieri pomeriggio l’assemblea sindacale per chiarire con i lavoratori della cava di Montorsi gli aspetti salienti della lettera con cui la Sales ha comunicato ai dipendenti le possibili ripercussioni lavorative, qualora il rinnovo della concessione venisse a mancare. Una lettera che ha destato non poca preoccupazione tra gli operai, che ieri pomeriggio hanno partecipato numerosi alla riunione, ponendo domande e soprattutto cercando soluzioni concrete e rapide. I sindacalisti Verdiani, Neri e Trioli hanno da un lato rassicurato i lavoratori, dall’altro hanno messo nero su bianco i possibili contraccolpi che potrebbero derivare da questa situazione. Dopo un’introduzione di Trioli (Cgil) che ha ripercorso la storia della vicenda, è stata la volta di Verdiani (Feneal Uil) che ha sottolineato la posizione delicata in cui si stanno trovando numerosi operai della zona. «L’attività estrattiva – spiega Verdiani – riguarda un minerale raro e pregiato che, oltre a essere presente in zona, si trova all’Elba, in Germania e in Turchia. E proprio la sua rarità ci permette di lavorare con alcune aziende di Sassuolo che producono piastrelle. Quindi è ovvio il rischio a cui si andrebbe incontro se il rinnovo della concessione non avvenisse. Conseguenze pesanti che coinvolgerebbero anche altri lavoratori e con un rischio aggiuntivo, ovvero dover importare il materiale». I sindacalisti si sono posti due obiettivi fondamentali: mantenere i posti di lavoro e rispettare il progetto. Inoltre è stata dichiarata fondamentale la loro presenza, poiché i sindacati hanno un livello di contrattazione più alto rispetto alle aziende. Per questo motivo, a breve, avrà luogo la conferenza dei servizi, dove le istituzioni si confronteranno sul tema cercando una soluzione. E se ci fossero contrasti, la questione potrebbe essere rimandata a livello ministeriale. I sindacati sperano di poter trovare un punto di equilibrio, perché se ciò non bastasse il passo verso una vera e propria lotta sarebbe breve. Tuttavia Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito l’importanza di un’azione diplomatica prioritaria e per questo hanno chiesto agli operai di collaborare. I lavoratori sono ovviamente intervenuti, chiedendosi quanto uno sciopero possa funzionare e soprattutto proponendo soluzioni di vario tipo. Fatto sta che la preoccupazione e la tensione per questi lavoratori restano molto alte. Francesca Zamboni


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