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La Nazione - Costa Concordia, via al recupero «Faremo presto per evitare rischi

 

Paola Pasquarelli
ROMA
PER RIMUOVERE il relitto della Costa Concordia dalle acque dell’Isola del Giglio si tenterà una «ciclopica impresa», qualcosa di «mai sperimentato prima al mondo», hanno rivelato ieri a Roma i reponsabili di quella che si annuncia una delle più grandi operazioni di ingegneria navale di tutti i tempi. La nave sarà prima rimessa in galleggiamento poi trainata via grazie a un progetto che garantirà il minor impatto ambientale possibile e la salvaguardia delle attività economiche e turistiche dell’isola. Messo a punto dal consorzio italo-americano Titan-Micoperi, due colossi nel settore specializzati rispettivamente nel settore del recupero relitti e nella costruzione e ingegneria subacquea, il recupero, che costerà decisamente più dei 300 milioni di euro citati dalle indiscrezioni, inizierà tra qualche giorno e avrà una durata stimata in circa dieci-dodici mesi. «Tutti gli esperti ci dicono che finire in meno di un anno sarà impossibile – spiega il General manager della Micoperi, Silvio Bartolotti – ma noi siamo convinti che saremo in grado di farlo entro febbraio».

PER PRIMA cosa la nave sarà stabilizzata grazie a dei pali di metallo che saranno fissati nel fondale; il rischio infatti è che la nave slitti in basso, il che renderebbe impossibile ogni tipo di intervento. Il passo successivo sarà la costruzione di una piattaforma subacquea. Contemporaneamente, sopra il lato emerso dello scafo saranno applicati dei cassoni capaci di contenere acqua. Quindi due gru, fissate alla piattaforma, raddrizzeranno il transatlantico con l’aiuto del riempimento dei cassoni d’acqua. Una volta dritta, alla nave saranno applicati cassoni anche all’altro lato. Tutti i cassoni saranno infine svuotati dell’acqua opportunatamente depurata, e successivamente riempiti d’aria.
«Nonostante le inevitabili incognite per un’impresa mai tentata prima per caratteristiche e complessità tecnica – dice Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere – siamo sicuri di aver fatto la scelta giusta e ci impegneremo a dare il meglio anche dal punto di vista dell’impatto ambientale. Dopo la fase della rimozione infatti, le attività continueranno con il ripristino dei fondali interessati all’incidente».

«SEGUIREMO passo dopo passo le operazioni per la rimozione della Costa Concordia – rassicura il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli – con verifiche e controlli quotidiani». Gabrielli fa sapere che il presidente del Consiglio lo ha autorizzato a istituire un Osservatorio, presieduto da un rappresentante della Regione Toscana, che monitorerà ogni fase dei lavori. Precisa inoltre: «Sia chiaro che il progetto non è stato approvato da noi, a cui non competeva, lo abbiamo solo avallato dopo averne verificata la fattibilità».
Gabrielli auspica inoltre che il relitto sia smantellato in un porto della Toscana, accogliendo l’appello fatto dal presidente della stessa Regione, Enrico Rossi, presente all’incontro di ieri. Il porto di Livorno si è già candidato, anche se la scelta definitiva spetterà al direttore generale della Costa che si è riservato di scegliere il luogo più adatto nei prossimi mesi. Di certo invece la Nuovi Cantieri Apuania avrà la commessa per i cassoni della Costa Concordia, grazie all’impegno strappato ieri dal presidente Rossi a Micoperi. «Senza questo ora si sarebbe potuto parlare solo di liquidazione dell’azienda – spiega Rossi – che adesso invece può puntare a mantenere la continuità produttiva e a lavorare fino a dicembre».


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