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La Nazione Piombino - Manca la materia prima, altoforno stop

 

PIOMBINO I SINDACATI LANCIANO DI NUOVO L’ALLARME SULLA SITUAZIONE IN FABBRICA: SERVE UNA SVOLTA
Un’altra fermata con grossi problemi per il cuore produttivo delle Acciaierie


— PIOMBINO —
SI FERMA l’altoforno per mancanza di pellets. I coordinatori Rsu Lucchini lanciano l’allarme e fanno il punto su una situazione complicata e difficile. «Oggi siamo in una fase in cui lo stabilimento è in vendita come se fosse un appartamento e di conseguenza molti soggetti vengono a prendere visione dello stato in cui ci troviamo.
Quindi per adesso, ci rimane difficile dire che ci sono indiani o altri che con certezza ci acquistino – sostengono Mirko Lami Fiom, Sergio Cardellini Fim e Lorenzo Fusco Uilm - intanto come sindacato abbiamo portato avanti iniziative, scritto una lettera alle banche che hanno in mano le sorti della fabbrica, tenuto un dibattito aperto a tutte le istituzioni che insieme a noi hanno seguito dal primo momento le nostre difficoltà. Nel ruolo di coordinatori, vediamo le difficoltà legate alla gestione quotidiana della fabbrica.
DOBBIAMO tener conto dello stato in cui abbiamo l’altoforno e che dobbiamo trattarlo con i guanti bianchi, come abbiamo fatto ultimamente per la fermata del Primo Maggio. Purtroppo invece siamo di fronte al fatto che continuamente, la programmazione della fabbrica viene cambiata, a discapito degli impianti che subiscono shock termici, come i forni dei treni di laminazione, per poi finire sulle spalle dei lavoratori che si trovano a cambiamenti di tempi di lavoro e di vita, in continuazione. In questa fase, più che mai, abbiamo bisogno di una conduzione che non assomigli a quella del comandante Schettino, “non vogliamo finire sugli scogli”.
Invece anche domani (oggi alle 4 del mattino per 32 ore, ndr) si ferma l’Altoforno per mancanza di pellets, e poi vediamo che i massimi vertici aziendali non pensano di portare la fabbrica a produzioni elevate, tanto che abbiamo un nuovo scaricatore di minerali che rischia di arrugginire senza aver mai lavorato perché serve tempo e finanze per poterlo mettere in esercizio.
IL NUOVO consiglio di amministrazione, che ormai è in ritardo sulla nomina di un amministratore delegato e non si capisce perché, si sbrighi ad indicare chi deve prendere il timone della fabbrica e si rapporti con tutta la struttura, con un disegno preciso che non indichi solo tagli trasversali ma indichi programmi di crescita e di sviluppo, perché attualmente si stanno perdendo fette di mercato consistenti, perdendo clienti, in un’agonia lenta che porta ad una morte certa. Al Governo invece chiediamo di essere parte attiva di questa difficile fase e di non abbandonare istituzioni, sindacati e lavoratori. Ci aspettiamo risposte precise, altrimenti rischiamo di avere una estate rovente».
m. p.


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