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La Nazione - Confindustria si ricompatta. Via libera alla squadra di Squinzi

 

IL FUTURO PRESIDENTE: «ORA LAVORIAMO CON DETERMINAZIONE E SERIETà»

Elena Comelli
MILANO
VIA LIBERA a Giorgio Squinzi da una Confindustria ricompattata. Con 102 voti a favore, 22 astenuti e 21 contrari, il parlamentino degli imprenditori italiani ha approvato la squadra e il programma con cui il presidente designato di Viale dell’Astronomia guiderà l’associazione nei prossimi 4 anni. «Ora dobbiamo metterci a lavorare con determinazione e serietà. Il momento è difficile, serve il massimo impegno per raggiungere l’obiettivo di far tornare la crescita nel Paese», ha detto Squinzi. Si inizierà dalla «semplificazione burocratica e normativa, che è la madre di tutte le azioni di crescita». Per Squinzi «è necessario ricominciare a fare politica industriale, con iniziative strategiche per lo sviluppo del Paese» e ha annunciato la presentazione, all’assemblea di maggio, di un «manifesto programmatico» di azioni concrete. «Un buon sistema di relazioni industriali va costruito giorno per giorno, partendo da scelte strategiche forti che vadano nella direzione indicata, con pragmatismo e buon senso» ha affermato il presidente designato. Poi, a chi gli chiedeva della spaccatura di Confindustria attorno ad alcuni nomi dei futuri vicepresidenti, ha risposto: «La condivisione è indiscutibile. Alcuni dei nomi in cui credevo fin dall’inizio sono stati indicati anche dalla corrente, definiamola così anche se mi auguro che non lo sia, di ‘imprese al centro’».

LA SQUADRA di Squinzi (nella foto Imagoeconomica) è composta da 11 vicepresidenti e 5 responsabili di comitati tecnici. La poltrona delle Relazioni industriali va a Stefano Dolcetta, lo Sviluppo economico ad Aurelio Regina. La Ricerca e innovazione a Diana Bracco, le Politiche regionali a Gaetano Maccaferri. Ad Antonella Mansi va l’Organizzazione, ad Aldo Bonomi le Reti di impresa, ad Ivan Lo Bello l’Education, a Fulvio Conti il Centro Studi e ad Alessandro Laterza il Mezzogiorno. I vicepresidenti di diritto sono Vincenzo Boccia per la Piccola industria e Jacopo Morelli per i giovani imprenditori. I comitati tecnici: al fisco Andrea Bolla, all’internazionalizzazione Paolo Zegna, alla sicurezza Salomone Gattegno, all’ambiente Edoardo Garrone, alla tutela del made in Italy Lisa Ferrarini. In più, i due delegati: Giuseppe Recchi per gli investitori esteri e Antonello Montante per la legalità. Emma Marcegaglia si è detta «molto soddisfatta. Si è ritrovata un’unità significativa. Anche il dibattito è stato un bel dibattito. Tutti hanno fatto appello all’unità. Il percorso continua dunque in modo molto più forte e solido». «Non c’è nessuna spaccatura — ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei — solo due competitori e non è nata nessuna corrente. E’ solo un gruppo di pensiero che voleva dare il suo contributo e lo ha fatto». «Faccio gli auguri al presidente Squinzi e spero che ora l’unità sia forte ed emerga sempre di più», ha dichiarato il past president Luca Cordero di Montezemolo.


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