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La Nazione - Locman, le spie non copiano l'essenza di un successo

 

Il presidente Mantovani e lo spot che esalta l’Elba



FIRENZE
E’ UNO SPOT indovinatissimo, una bella promozione per l’isola d’Elba, per la creatività toscana, per il genio italiano. Uno sberleffo anche per i ‘copiatori’ asiatici che si conclude con un invito: «goditelo». Il nuovo spot di Locman, dal titolo “Change”, una spy story costruita su un intrigo internazionale dal finale a sorpresa, è stato presentato all’auditorium de La Nazione a Firenze. Molto cinematografico, è stato benedetto anche dall’assessorato toscano al turismo e alla cultura proprio perchè quasi interamente girato sull’isola dell’arcipelago. Uno dei due soci fondatori, Marco Mantovani, ha enfatizzato il valore di una piccola grande realtà di successo come la sua azienda, in un momento in cui risulta importante ancorarsi al «made in Italy» per ritrovare un’identità distintiva nel mercato mondiale.
«Lavorare all’Elba — ha spiegato il presidente di Locman — significa in primo luogo avere la distanza giusta dal mondo per osservarlo in modo distaccato e critico, ed è fonte infinita di ispirazione per la scelta di colori e forme». Il titanio è il materiale principe della nuova collezione di orologi «ideale per scongiurare allergie», spiega Mantovani, combinato con dettagli di alta pelletteria, altro fiore all’occhiello del brand. Locman è stata anche scelta come partner dalle Forze Armate per serie limitate e collezioni dedicate all’Esercito e alla Marina Militare.
SICCOME la ricerca della perfezione è il motore dello sviluppo,all’isola d’Elba si trova anche il quartier generale della S.I.O. (Scuola Italiana di Orologeria), che organizza master in orologeria. Si tratta di corsi rivolti alla formazione di personale altamente specializzato. «In Italia esiste un background di ottimi tecnici manufatturieri e orologiai. Il mercato si è un po’ chiuso in direzione di questi ultimi, considerati una categoria obsoleta, mentre invece sono diventati una rarità e vanno salvaguardati tenendoli al passo con l’innovazione e gli strumenti più tecnologici».
Anche la sede di Locman ha pagato le conseguenze della bomba d’acqua dello scorso inverno. Ma un’isola è un ambiente domestico (non a caso molti degli operai che lavorano in azienda sono autoctoni) e «tutti abbiamo partecipato alle operazioni di salvataggio. Dopo qualche giorno ho riconosciuto per strada un ex sindaco, si era rimboccato le maniche con me in mezzo al fango — conclude il manager —. Se le piccole realtà sono in grado di funzionare, possono farlo anche in grande stile».
Irene Carlotta Cicora


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