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La Nazione Livorno - Giorgio Kutufà alle prese con i consuntivi e i bilanci di previsione, fra emergenze e tagli

 


— LIVORNO —


SERRA I RANGHI il presidente della Provincia Giorgio Kutufà alle prese con il bilancio di previsione 2012 ma soprattutto con la spada di Damocle della chiusura di questi enti. E il bilancio di previsione, per l’anno in corso, non è scintillante; non c’è molto di cui gioire in questi tempi di austerità economica. Ma il presidente della Provincia ha messo in atto una politica di contenimento e il bilancio 2012 sarà più o meno in linea con quello dello scorso anno: 69 milioni e mezzo, euro più euro meno. «Nel 2011 abbiamo avuto una riduzione di bilancio del 17% — dice Kutufà — siamo passati dagli 83 milioni e mezzo di euro del 2010 ai 69 e mezzo dello scorso anno. Anche per il 2012 siamo su queste ciffre. Da parte del Governo è in atto il taglio dei trasferimenti per questo è necessario contenere le spese». I trasferimenti sono passati da 8,7 mlioni di euro a poco più di 4 milioni di euro; praticamente dimezzati. «Se poi si stima che di questi 69 milioni di euro che abbiamo a disposizione — continua Kutufà — 12 milioni vanno in investimenti, 50 milioni sono spese obbligate — dall’Atl al Mascagni, il personale e i mutui — è chiaro che di programmazione c’è davvero poco. Siamo nella gestione ordinaria». La Provincia si vede tarpare le ali: difficile fare progetti e buoni propositi; i sogni restano nei cassetti perché è l’ordinaria amministrazione che deve essere garantita. Ecco allora la voglia del presidente di valorizzare almeno quella gestione ordinaria che tradotta vuol dire: 200 autorizzazioni date in un anno tra Aia, Via e Vas; 69mila contatti ai centri per l’impiego; la gestione di 58 tavoli di crisi occupazionale; 22 istituti scolastici da seguire con 13mila studenti; 800mila visita ai centri di informazione turistica; 550 chilometri di strade da tenere in sicurezza; 760 autorizzazioni concesse ad autoscuole, scuole nautiche ecc...; 11 milioni di chilometri di trasporto pubblico locale da garantire.
«ECCO COSA si internde per ordinaria gestione — prosegue il presidente della Provincia — e questi sono alcuni dati che dimostrano la nostra capacità di lavoro ed anche la quantità di pratiche che i nostri uffici seguono ogni giorno». E’ chiaro che, nell’ordinaria gestione della macchina amministrativa, la vocazione di un politico viene mortificata. «Spero — dice Kutufà — che la Provincia resti un ente di area vasta anche se di secondo livello. Non è ancora chiaro quando e come si trasformerà. Il mio impegno, in questi due anni che restano alla fine del mandato, è quello di mantenere l’ente in efficienza». Per questo, Kutufà non rimanda nemmeno la nomina del prossimo segretario generale dopo la prestazione-lampo della Fedeli. Le carte sono già state firmate, e il nuovo segretario della Provincia sta per arrivare.
Michela Berti


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