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Il Tirreno Livorno - sabato 31 marzo - Disoccupati: mille in più in un anno
SOS LAVORO: I DATI DELLA PROVINCIA
I NUMERI DELLA CRISI
16.744 LE PERSONE ISCRITTE NELLE LISTE DI DISOCCUPAZIONE IN TUTTA LA PROVINCIA DI LIVORNO . NEL 2010 ERANO QUASI MILLE MENO: 15.857 SECONDO I DATI FORNITI DALLA PROVINCIA. DI QUESTI IN MAGGIORANZA HANNO PIÙ DI 35 ANNI È USCITO DAL CONSIGLIO PROVINCIALE DI IERI. 2280 I NUOVI ISCRITTI NELLE LISTE DI MOBILITà NELLA PROVINCIA DI LIVORNO NELL’ANNO SCORSO. L’AUMENTO E’ STATO PIÙ RISICATO RISPETTO A QUELLO DEI DISOCCUPATI: NEL 2010 ERANO STATI 2239, L’1.8% PER CENTO IN MENO SULL’ANNO SCORSO. 1217 I NUOVI ISCRITTI LISTE DI MOBILITà PER LIVORNO. IN CITTà SI E’ REGISTRATO UN CALO RISPETTO (-10,4%), A DIFFERENZA DI TUTTI GLI ALTRI PRINCIPALI CENTRI DELLA PROVINCIA: ROSIGNANO: 533 (+19,0%) PIOMBINO: 439 (+23,7%), PORTOFERRAIO: 91 (+18,2%). 300 LE PERSONE RIMASTE SENZA LAVORO NEL 2011 QUANDO SU 1400 IMPRESE 100 SONO STATE COSTRETTE A CHIUDERE PER COLPA DELLA CRISI
LIVORNO La crisi economica nella provincia di Livorno si fa sentire, ne è la prova l'aumento, nel 2011, degli iscritti alle liste di disoccupazione e alle liste di mobilità. Ad affrontare il tema della crisi occupazionale è stato il consiglio provinciale, riunitosi ieri mattina insieme ai presidenti delle commissioni regionali e provinciali del settore lavoro. I dati, letti durante la seduta e rilasciati dai Centri per l'impiego, sottolineano che, nel 2011, le iscrizioni alle liste di disoccupazione sono state 16.744 contro i 15.857 del 2010. Disoccupati over 35. Aumentano gli iscritti della fascia di età oltre i 35 anni. Si alza anche la percentuale di nuovi iscritti alle liste di mobilità, con un aumento dell'1,8 per cento rispetto al 2010, passando da 2239 a 2280. Di questi il 67 per cento ha un'età pari o superiore ai 40 anni. Solo Livorno vede un calo del 10,4 per cento delle iscrizioni, rispetto al 2010. In generale cresce il numero di iscritti alle liste di mobilità non indennizzata, cioè quella che non riconosce al lavoratore alcuna misura di sostegno al reddito. Manca il credito. «Si tratta di una situazione di estrema difficoltà - dice Giorgio Kutufà, presidente della Provincia - che coinvolge le imprese, soprattutto le piccole, con problemi di accesso al credito bancario. Nel settore dell'edilizia, ad esempio, a gennaio c'è stato un calo del 44 per cento nella concessione di mutui». Cento chiusure. Dalle difficoltà che coinvolgono il nostro porto, ai problemi del settore della componentistica auto con il caso De Tomaso; dalla situazione della Giolfo e Calcagno alle tante industrie in crisi, tutte criticità che la nostra provincia deve combattere. Lo scorso anno 93 aziende con più di 15 dipendenti si sono trovate a fronteggiare una forte crisi economica e nel settore dell'artigianato: «Su 1400 imprese, cento hanno chiuso - dice Marco Valtriani, direttore della Cna - e 300 persone sono rimaste senza lavoro». A questo si aggiunge la «Preoccupazione per il turismo - continua Kutufà - se nel 2011 i risultati sono stati positivi, ci aspettiamo un calo delle prenotazioni per il 2012. Anche l'agricoltura è in pericolo, complice la siccità di questi mesi e la manovra finanziaria. Ma non è tutto negativo, un fattore positivo arriva dalla nautica con i cantieri Azimut-Benetti e dall'economia del mare». I giovani. Poco incoraggiante il quadro della disoccupazione giovanile che, nel 2011, a Livorno e Collesalvetti ha raggiunto il 33 per cento, ben 9300 giovani della provincia non studiano e non lavorano. «La disoccupazione - dice Paolo Marini, presidente della commissione provinciale per l'emergenza occupazionale - non deve far dimenticare un altro tema importante, quello degli incidenti sul lavoro che nel 2011 sono aumentati in tutta la regione». La politica. Maggiori investimenti da parte della Regione e della Provincia vengono chiesti da Costanza Vaccaro capogruppo Pdl, che sottolinea: «L'immobilità del sistema economico e produttivo provinciale. Un sistema portuale ingessato da anni e un turismo che va avanti per inerzia». Per Giuseppe Coluccia, consigliere Pd: «Il debito pubblico è un'eredità pesante che impedisce di reperire le risorse. Abbiamo bisogno di un nuovo piano di sviluppo che faccia leva sul settore dell'industria e delle infrastrutture». Valeria Cappelletti
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