Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La Nazione Livorno - Per ora niente processo per Piccini, Gionfriddo e Migheli

 

Va integrata l’indagine sul Pontone Dakota



— LIVORNO—
PONTONE DAKOTA: colpo di scena. Il gup Giovanni Zucconi che doveva decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per Roberto Piccini, ex presidente dell’Autorità Portuale, per Giorgio Gionfriddo, segretario generale, e per Sergio Migheli responsabile finanze, residente a Cecina, indagati per abuso di ufficio, falso e occultamento di atti, ha disposto un’integrazione istruttoria. Il giudice vuole verderci chiaro su un’indagine delicata e complessa e ha ritenuto che il puzzle delle indagini non sia completo. Nella prossima udienza del 21 giugno il giudice ascolterà un funzionario dell’Autorità Portuale prima di decidere se mandare a processo gli indagati o disporre il non doversi procedere. La decisione del giudice è arrivata dopo una breve camera di consiglio e dopo una lunga arringa dei legali Paolo Bassano e Anna Francini. In aula c’era Sergio Migheli.
L’INDAGINE, coordinata dal pm Massimo Mannucci, riguarda il noleggio del pontone Dakota che, secondo l’ipotesi del pm, si sarebbe rivelato non solo inutile, ma anche costoso per il bilancio dell’Autorità Portuale, e avrebbe avvantaggiato, questa la ricostruzione dell’accusa, la Compagnia Portuale a scapito di un’altra società di servizi portuali, la Sintermar. L’indagine ruota intorno ad una gara che l’Autorità Portuale nel 2009 ha avviato senza la pubblicazione di un bando per il noleggio di un pontone galleggiante per navi ro-ro. Una procedura, per la Procura, possibile solo in situazione di estrema urgenza o imprevisti. L’Autorità Portuale avrebbe aggiudicato la gara alla Safim srl di Genova (unica a presentare l’offerta) per 552mila euro per il primo anno e 357mila euro per la eventuale e successiva proroga di un altro anno. Il Pontone Dakota II è rimasto due anni in porto per la Procura senza mai essere utilizzato e collocato ad un accosto diverso rispetto al previsto.
LA PROCEDURA di urgenza avrebbe danneggiato l’Autorità Portuale per le spese di noleggio di un bene non utilizzato e noleggiato ad un prezzo verosimilmente superiore a quello che poteva essere calcolato al termine di una gara. Sarebbe stata danneggiata anche la Sintermar che vedeva sfumare la trattativa per l’acquisto del pontone ad un prezzo di circa 900mila euro. I vantaggi per la Procura si sarebbero concretizzati per la Safim e per la Compagnia Portuale che così avrebbe mantenuto la commessa per lo sbarco dei veicoli che sarebbe potuta passare a Sintermar. A innescare l’indagine un esposto di Benito GRagnoli, consigliere provinciale Pdl.
ma. nu.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Infrastrutture

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP