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Il Tirreno Livorno - Porto, a maggio il nuovo piano regolatore

 

È in dirittura d’arrivo dopo mezzo secolo: Palazzo Rosciano accoglie le richieste di portuali e Neri
 
Sos Agelp: arriva il sì alle chiamate lunghe
 
Il comitato portuale dell’Authority ha dato il via libera definitivo al regolamento per l'avviamento di lunga chiamata: è una boccata d’ossigeno per i lavoratori dell'Agelp, che anche ieri erano impegnati in un presidio davanti a Palazzo Rosciano. L'agenzia di lavoro portuale temporaneo che fornisce manodopera nei picchi di lavoro, potrà lavorare per periodi fino a 4 mesi, rinnovabili senza alcun vincolo. Per Giacomo Marchesini, presidente dell’Agelp, si tratta di «un fondamentale passo in avanti». «Bene ha fatto l'Autorità Portuale - aggiunge - a rispondere alle imprese ro-ro, che da tempo avevano manifestato l'esigenza di poter prenotare le prestazioni di lavoro temporaneo dell'Agelp per periodi di tempo più lunghi».
LIVORNO Il piano regolatore del porto è ancora quello del ’53, benché infilzato da mille modifiche e varianti. A vararne uno nuovo ci hanno provato (inutilmente) anche Nereo Marcucci dieci anni fa e Roberto Piccini cinque. Ma adesso Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, ritiene di potercela fare e si sbilancia perfino sulla data: l’adozione arriverà «nel mese di maggio, dopo aver predisposto le procedure di valutazione ambientale strategica, come concordato con Regione e ministero dell'ambiente». Gallanti sottolinea che, «a distanza di quasi un mese dalla riunione del 7 marzo, in cui era stata avviata la discussione, le osservazioni presentate dai membri del comitato portuale sono state poche e nessuna ha messo in discussione l'impianto-base del progetto». E lo spinoso caso della trasformazione dell’Alto Fondale come nuovo terminal crociere? Claudio Vanni, che all’Authority è il responsabile del Prg, ha teso a fugare i dubbi di operatori del settore merci che temevano di veder ridotti i propri spazi: sono 92mila i metri quadri che saranno assegnati al porto passeggeri «contro i 122 mila mq che verranno dedicati ex novo ai forestali (di cui circa 60 mila rientranti nella immediata disponibilità dell'Authority e 55 mila, invece, di proprietà privata)». Comunque sono stati accolte due proposte correttive. L’una l’ha presentata la Compagnia Portuale, Enzo Raugei: si destini transitoriamente al traffico dei forestali la radice dell'Alto Fondale, oltre 46mila mq dall'accosto 43 al 45 (ok da Gallanti, a patto che resti la destinazione finale al porto passeggeri). L’altra di Giorgio Neri (Confindustria): fissare nelle norme tecniche un cronoprogramma delle opere (anche di massima) per valutare l'incidenza delle scelte di pianificazione sulla programmazione degli investimenti aziendali. «La comunità portuale dà un importante contributo allo sviluppo economico del porto e della sua città – ha aggiunto l’assessore Picchi – ma non deve cedere alla tentazione di sacrificare gli interessi generali della collettività sull'altare dei propri appetiti particolari»


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