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Il Tirreno Livorno - De Tomaso, slitta la cassa «La chiederemo lunedì»

 

Nuovo rinvio al ministero. Accordo tra i sindacati per un anno di “crisi” Pedini: entro una settimana atti e soldi o non garantiremo l’ordine pubblico



Tamburini (Pdl)
Gli operai ex Delphi presi in giro da tutti
 
«Da subito – scrive Bruno Tamburini (Pdl) – avevo sollevato dubbi sull'operazione attivata dall'amministrazione comunale per dare nuove prospettive agli ex Delphi. Anche quando anni fa il buon Nocchi, davanti a una platea di lavoratori, dettò addirittura il cronoprogramma di assunzione da parte di Rossignolo». «Non avevo alcuna fiducia in questo singolare imprenditore – continua – e portavo a esempio la sua storia di sempre. Ma sindaco e sindacati mi hanno accusato di strumentalizzazione. Davvero vergognoso il comportamento dei sindacati, ma questo è un film già visto». «Prima – chiude – l'indiano poi il cinese e chissà ora quale sperduto angolo di mondo metterà in campo l'ineffabile Rossignolo con l'entusiastica adesione del sindaco. Non credo che questa volta riusciranno a raggirare i dipendenti».


LIVORNO- I sindacati metalmeccanici di Livorno e Torino - riuniti ieri al tavolo del ministero per discutere il futuro della De Tomaso - hanno firmato l’accordo per un anno di cassa integrazione straordinaria per crisi. C’è l’accordo, ma non il decreto ministeriale, perché l’azienda non ha ancora presentato la richiesta. Prima di presentarla ha voluto rassicurazioni dal governo sull’eventuale trasformazione della cassa da crisi a ristrutturazione, nel caso in cui l’annunciato socio cinese desse davvero credito al progetto con l’acquisizione dell’80 delle quote. Ma anche i cinesi, per ora, non si sono visti. «La cassa – riferisce il segretario della Fiom livornese, Enrico Pedini – sarà valida da gennaio a dicembre prossimo. L’azienda si è impegnata a presentare le carte lunedì e il ministero a dare il via al decreto entro un paio di giorni. Se ognuno farà il suo, nel giro di una settimana i lavoratori (a secco dall’inizio dell’anno, ndr) dovrebbero avere la cassa di gennaio, febbraio e forse marzo». «Al tavolo – riprende – abbiamo detto chiaramente che se gli atti non saranno firmati con urgenza non saremo più in grado di garantire l’ordine pubblico». Già ieri un centinaio di operai torinesi si è presentato sotto casa di Rossignolo. Stamani i sindacati incontreranno la direttrice dell’Inps per iniziare a predisporre le carte. «Ora chiude Pedini – non si può più stare ai discorsi, cinesi o non cinesi. Lunedì aspettiamo gli atti: se qualcuno non rispetta gli impegni, quello che succede succede...».(j.g.)


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