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La Nazione - E Cosimi bacchetta la Regione
— LIVORNO —
L’ELENCO dei mali della sanità livornese è nelle mani dei sindacati: Cgil, Cisl e Uil sono stati precisi ieri in commissione. Dalle fughe verso altre Asl al futuro ospedale livornese; dalla contestazione della Val di Cecina alla direttrice Monica Calami, ai problemi elbani. Alessandro Cosimi ha preso il toro per le corna: «I sindacati criticano il ruolo della conferenza dei sindaci — dice — ma la conferenza dei sindaci è stata letteralmente by-passata dalla Regione. Prima si by-passa poi si chiede che si risolvano certe questioni». Parte da qui il primo cittadino per approdare ai nodi della sanità di area vasta. «Noi abbiamo proposto il modello francese, dove i sindaci hanno più potere in materia sanitaria. Invece il piano regionale sanitario toglie certe prerogative agli amministratori». Così, da una parte ai sindaci si contesta la loro incapacità di intervenire sulle decisioni prese in materia di programmazione sanitaria, dall’altra la Regione ne limita le possibilità decisionali. E la programmazione resta una prerogativa del direttore generale; di quella Calamai contro la quale — già nella conferenza dei sindaci dello scorso 27 dicembre — la Val di Cecina dette parere sfavorevole. Il sindaco, ormai da tempo, batte sul tasto del rapporto — al momento difettoso — tra ospedali provinciali e quelli universitari toscani che continuano a fare la parte del leone, anche sui finanziamenti. E difende a spada tratta l’ospedale di Cecina «Si deve difendere — ha detto Cosimi a Cgil, Cisl e Uil — ma inserendolo nella rete provinciale. Il futuro degli ospedali della provincia sarà legato a quanto Livorno riuscirà ad essere lo snodo a livello di area vasta».
DURA la presa di posizione dei consiglieri comunali. «C’è un oggettivo indebolimento della sanità locale — ha detto Andrea Romano capogruppo dell’Idv — e le nostre osservazioni hanno sempre cercato di fermare un’involuzione della dignità politica del territorio. La voce della politica deve farsi sentire, non ci nascondiamo dietro ad un dito. Se vuole — ha continuato — la politica controlla la situazione e noi non ci siamo mai tirati indietro». Poi, con uno scatto che ha fatto sorridere lo stesso Cosimi, Romano ha detto: «Mi rivolgo al sindaco che è anche il nostro sindaco nonostante lui non ci voglia più...». «Non è il vostro sindaco — ha reagito stizzito Gianfranco Lamberti — ma di tutti i livornesi, lo dice la Costituzione». L’ennesimo battibecco tra i due che il presidente Paolo Fenzi è riuscito a contenere. «Prediamo in mano la situazione — ha chiuso Romano — prima che sia troppo tardi».
m. b.
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