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Il Tirreno - Solvay, meno prelievo idrico La Regione dà l'ok e va avanti

 

di Andreas Quirici VOLTERRA Un minor prelievo idrico per gli usi minerari e un contributo di oltre 4,5 milioni da parte di Solvay per la realizzazione dell'invaso di Puretta nell’ambito del progetto Idro-s. Queste le due prescrizioni approvate ieri nella delibera dalla giunta regionale, in cui è contenuta la Valutazione d'impatto ambientale per le concessioni minerarie di Cecina e Poppiano. Il passo successivo sarà quello del rilascio ufficiale delle stesse concessioni e la ripresa estrattiva del salgemma per la multinazionale belga. Secondo l'assessore regionale alle attività produttive, Ganfranco Simoncini (nella foto), si tratta «dell'anticamera per la ripresa dell'attività». Una buona notizia per i 23 lavoratori dello stabilimento di Ponteginori in cassa integrazione e che attendono proprio il rilascio delle concessioni per tornare a lavoro in maniera stabile. Del resto, i vertici di Solvay hanno assicurato che tutto tornerà alla normalità con il rilascio delle concessioni e la Regione si è fatta garante che tutto filerà liscio senza intoppi. «La delibera fa nuovamente chiarezza su una questione che si trascina da alcuni anni – dice la Regione – e arriva dopo un lungo confronto con le istituzioni locali che, dopo il protocollo d'intesa firmato la scorsa settimana, dovrà concludersi con un accordo di programma». Solvay dovrà investire 4 milioni e 650mila euro per Puretta e “rimodulare il prelievo idrico per gli usi minerari". Per l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini si sono create «le premesse per arrivare quanto prima al rinnovo delle concessioni. E' un risultato importante, frutto di un percorso lungo e impegnativo, che ha coinvolto tutto il territorio coniugando sostenibilità ambientale, economica e sociale». Per Simoncini, con la delibera si va verso «un futuro stabile per i lavoratori degli stabilimenti di Rosignano e Ponteginori, con nuove prospettive per l'economia di una zona che vede, nella permanenza e nel consolidamento di questi due importanti poli industriali, una condizione essenziale per lo sviluppo dell'intera regione».


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