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La Nazione - Energie rinnovabili per Magona Il piano nel Progetto Piombino
— PIOMBINO —
ARCELORMITTAL (ex Magona) nell’ambito del Progetto Piombino, riguardo al consolidamento della grande industria, punta sulle fonti rinnovabili. Oltre alle bonifiche delle aree Sin (siti di interesse nazionale), alla realizzazione di un collegamento stradale tra lo stabilimento Tenaris-Dalmine e il porto, all’ampliamento della discarica industriale Ischia di Crociano, un capitolo del Progetto Piombino riguarda la messa in atto di soluzioni finalizzate al risparmio dei costi energetici all’interno delle aree industriali. «Arcelor Mittal Piombino – si legge nel documento - ha evidenziato che i costi energetici sono la seconda voce di costo dello stabilimento.
NEL 2010 la bolletta energetica è stata di circa 15 milioni di euro, pari al 27% dei costi di produzione, superiore a quella di altri stabilimenti del gruppo in Europa. Per queste ragioni l’azienda si propone di sviluppare un programma di autoproduzione energetica incentrato sulle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomasse). Pur non avendo ancora definito uno specifico progetto di sviluppo, chiede alle amministrazioni l’impegno a favorire, nel rispetto delle leggi e della programmazione pubblica, le soluzioni per ridurre i costi della bolletta energetica aziendale, rendendosi disponibile anche a joint-venture pubblico – privato».
PER QUANTO riguarda il gas, Arcelor Mittal Piombino «concorda con il parere espresso dalla Giunta Regionale Toscana sul progetto Galsi che ha posto come criterio “compensativo” la creazione di condizioni di contesto rivolte a favorire l’accesso, a condizioni economicamente vantaggiose, alla fornitura di gas metano per le imprese collocate lungo la costa della Toscana. Regione e Comune, ritenendo condivisibili i propositi di Arcelor Mittal Piombino, assumono l’impegno a sostenerli nell’ambito delle proprie programmazioni pubbliche».
IL PROGETTO Piombino comprende oltre al consolidamento della grande industria (e in questo ambito è prevista anche la bonifica dei suoli e la messa in sicurezza della falda acquifera del Sin dove le aziende sono localizzate) – come abbiamo ricordato ieri – l’accelerazione della diversificazione economica con la riqualificazione urbana e del waterfront, bonifiche, infrastrutture e mobilità. Un pacchetto di circa 112 milioni di euro complessivi, deliberato dalla Regione Toscana nell’ambito del Pis (Piano integrato di sviluppo). Il problema sarà ore tradurre in pratica e in azioni concrete in tempi ragionevoli, ttutti gli indirizzi ed i finanziamenti previsti dal Progetto Piombino. Purtroppo varie esperienze del recente passato impongono molta prudenza.
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