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La Nazione Livorno - Ipotecata la Darsena Toscana
IL RETROSCENA DRAMMATICA SITUAZIONE FINANZIARIA
Compagnia alla canna del gas
Pesanti condizioni per un anticipo di cassa da tre milioni
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
NESSUNA conferma ufficiale ma in banchina non si parla d’altro: e cioè del fatto che la Compagnia portuale ha di fatto ipotecato una quota di proprietà del Terminal darsena Toscana in cambio di una anticipazione di cassa di tre milioni di euro fornita dal suo socio nello stesso Tdt, il gruppo genovese di Gip. L’operazione è stata fatta all’inizio di gennaio. Alla disperata ricerca di liquidi, la Compagnia ha ottenuto i 3 milioni con l’impegno di restituirli entro il 29 febbraio scorso (termine successivamente slittato al 30 marzo prossimo).
IN CASO di impossibilità, la Compagnia si è impegnata a cedere ai soci genovesi dal 20 al 30 per cento delle proprie quote (oggi i due soci sono pariteticamente al 50 per cento ciascuno) per un importo stabilito provvisoriamente intorno ai 12 milioni di euro. Dai quali ovviamente scalare i 3 milioni già avuto in prestito. Tra le clausole che hanno accompagnato l’accordo, la Compagnia ha inserito quella di un possibile riacquisto alla fine dell’anno delle quote cedute — se entro marzo non restituirà il prestito — clausola che proprio ieri è stata accolta in un incontro a Genova.
OVVIAMENTE si tratta di indiscrezioni, che potrebbero anche avere qalche margine di approssimazione. Ma di una possibile cessione di quote del terminal in Darsena Toscana si era parlato anche nella recente assemblea ai Quattro Mori. E lo stesso curatore straordinario Baccini ne ha fatto più volte accenno. Il problema è che tra i vari «assets» vendibili di cui si è a più riprese parlato, l’unico monetizzabile in tempi brevi — come è indispensabile per la Compagnia — è proprio quello relativo alle quote del Tdt.
L’OPERAZIONE ha comunque incontrato parecchie resistenze, e non solo nella base dei portuali, che considerano la quota del 50% del Terminal Darsena Toscana una specie di conquista storica alla quale non rinunciare. Anche nel mondo politico cittadino e tra gli imprenditori portuali livornesi l’operazione non sta raccogliendo consensi. Tanto che qualcuno ha voluto leggere in un recente intervento sulla stampa dell’amministratore delegato del gruppo Neri, il dottor Piero, un implicito invito a creare un’iniziativa livornese aperta alle istituzioni ma anche agli imprenditori per non cedere pezzi importanti del nostro scalo all’esterno dello stesso.
NESSUN commento comunque si è avuto ad oggi sia in merito all’operazione Tdt sia sull’appello di Piero Neri, E andrebbero avanti in parallelo anche le altre ipotesi per far cassa: prima di tutto la vendita della parte immobiliare del Faldo — l’autoparco di Collesalvetti — alla uale potrebbe essere interessato (sempre secondo le voci) un importante e molto liquido imprenditore livornese (Cagliata ?) che già è in società con la Cilp su iniziative marginali.
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