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La Nazione economia - Rate sospese e mutui più lunghi Arriva il paracadute per le imprese
MILANO
UNA BOCCATA d’ossigeno dalle banche alle aziende che vivono un momento di difficoltà nel rimborsare i prestiti ma non sono sull’orlo del fallimento. Dopo le intese del 2009 e del 2011, che sono servite ad aiutare 260mila imprese e hanno ‘liberato’ 15 miliardi di liquidità, ieri Abi, Governo e associazioni industriali (da Confindustria a Rete Imprese Italia) hanno firmato un’altra moratoria. Le ‘Nuove misure per il credito alle pmi’ serviranno ad «assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che pur registrando tensioni presentano comunque prospettive economiche positive». Con l’obiettivo, secondo il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, di «creare le condizioni per superare le attuali situazioni di criticità e traghettare le imprese verso la ripresa».
La nuova moratoria per le pmi (sotto i 250 dipendenti e i 50 milioni di ricavi) prevede la sospensione delle rate di mutui e canoni di leasing, l’allungamento di mutui e scadenze del credito a breve e interventi per promuovere lo sviluppo. Le domande vanno presentate entro il 31 dicembre 2012 (30 giugno 2013 per l’allungamento dei mutui sospesi) dalle imprese senza sofferenze, partite incagliate, esposizioni ristrutturate o scadute da oltre 90 giorni.
Con questo accordo, a cui ne seguiranno altri nei prossimi due mesi (dai finanziamenti per gli investimenti allo smobilizzo dei crediti verso la Pubblica amministrazione), ha aggiunto Mussari «le banche mettono a disposizione la loro forza e stabilità, si assumono il sacrificio di rinviare la riscossione di pagamenti importanti». Ma «pensiamo che le banche possono avere un futuro positivo solo se c’è anche per le imprese». Per il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia «gli strumenti di questo accordo sono importanti anche se non risolvono il ‘credit crunch’ ma danno un sollievo significativo alle nostre imprese». Soddisfatti anche il viceministro all’Economia Vittorio Grilli e quello dello Sviluppo Economico Corrado Passera secondo il quale «avevamo bisogno in Italia di dimostrare che le imprese e le banche hanno la capacità di affrontare questa situazione critica». Il Governo poi è impegnato a risolvere il problema dei ritardati pagamenti della P.A. alle imprese a cui, secondo la Cgia di Mestre, è stato contratto il credito mentre le banche hanno finanziato (+4,5% gli impieghi) le aziende pubbliche.
Sempre l’Abi, ieri ha alzato la voce contro liberalizzazioni che non possono tradursi in imposizione dirigistiche. «Non è possibile — ha attaccato Mussari riferendosi ai conti senza spese estesi ai pensionati fino a 1500 euro — avere misure che chiedano alle banche servizi gratuiti». A Mussari ha replicato il relatore sulle liberalizzazioni, Filippo Bubbico secondo il quale non viene messo in discussione il fatto che i servizi debbano essere remunerati «ma stiamo lavorando affinché ciò avvenga nella trasparenza». Anche con l’emendamento del Pd approvato ieri in Commissione (ma dovrà passare al giudizio dell’aula) che prevede nulle tutte le commissioni richieste dalle banche a fronte dell’apertura e del mantenimento di una linea di credito.
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