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La Nazione - La cassa integrazione è alle porte Andremo tutti in marcia a Volterra
di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
«LA CASSA integrazione è alle porte. Abbiamo un’autonomia di due mesi, non di più. Occorre che la Regione non perda tempo. Aveva chiesto trenta giorni per il rinnovo delle concessioni di Poppiano e Cecina, ne sono passati quindici e noi come Rsu non sappiamo niente. Alla Regione chiediamo risposte su quell’impegno. E occorre che Volterra faccia un passo indietro. Sono due atti fondamentali. Qui ci sono centinaia e centinaia di posti lavoro in pericolo. Sta rischiando di diventare un problema sociale. È opportuno, è emerso dall’assemblea, il coinvolgimento di tutti i sindaci di Bassa e Alta Val di Cecina. Organizzeremo pullman e chiederemo la presenza di tutte le istituzioni alla marcia su Volterra. Una marcia pacifica e costruttiva per parlare col sindaco. E sarebbe opportuno che tutte le istituzioni fossero presenti anche all’assemblea al teatro Solvay con l’intero parco industriale per rendersi conto». È un vero e proprio grido di allarme quello che emerge dall’assemblea delle Rsu con i dipendenti ieri pomeriggio in via Piave. È un vero e proprio grido di allarme quello che emerge con forza dalle parole di Alessandro Lami, Rsu Solvay.
UN’ASSEMBLEA, ci rendiconta Lami, molto partecipata, anche lavoratori di Ponteginori, già colpiti, con 23 persone, dalla cassa integrazione. I tempi stringono, è molto chiaro Lami, e la cassa integrazione si sta avvicinando a Rosignano. Cassa integrazione, ricordiamo, straordinaria per eventi imprevisti e improvvisi la cui causa scatenante, ci aveva precisato Solvay diretta da Michèle Huart, è stata l’inibizione dell’attività di estrazione di Saline arrivata dal Comune di Volterra. «La cassa integrazione c’è perché lì non si lavora», ribadisce Lami. Vediamo cosa accade da oggi in una serie di azioni sempre più febbrili guidate dalle Rsu Solvay coordinate da Marco Baldini.
INTANTO la decisione della data dell’assemblea al teatro Solvay, la prossima settimana, di tutto l’indotto, «ma anche di tutto il territorio, contatteremo anche l’assessore regionale Simoncini» e la richiesta di appuntamento al sindaco di Volterra. «Condividiamo tutte le azioni», sottolinea Riccardo Baldanzi, coordinatore Afsi, Associazione Funzionari Solvay Italia, il sindacato dei «quadri» presente anch’esso all’assemblea. Prosegue Baldanzi. «Siamo molto preoccupati, si sta sottovalutando la situazione. Ci stiamo facendo sentire prima che ci chiudano. Tutta questa mobilitazione non ha dietro nessun partito, siamo semplici lavoratori che vorrebbero continuare a lavorare. Solvay è una delle poche realtà che assumono trenta-quaranta giovani l’anno. Sì, andremo anche noi a Volterra, senza bandiere e senza nulla. Solo noi. Speriamo che l’assessore Simoncini ce la faccia con le concessioni e che il sindaco di Volterra ci dia una mano».
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