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La Nazione Rosignano - Cassa integrazione, Solvay non molla
Lo spettro si allunga su Rosignano
O le concessioni o la «straordinaria» per (intanto) i 23 di Ponteginori
di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
I GIOCHI si decideranno domani, nell’incontro che le Rsu avranno in Solvay. E dunque non solo ancora non c’è niente di ufficiale, ma, stando a quanto ci ha risposto Solvay col suo ufficio stampa, anche nessuna novità rispetto a quanto dichiarato nell’articolo da noi pubblicato ieri.
Qualcosa in più ce la dice Marco Baldini, coordinatore Rsu Solvay, dopo il passaggio di ieri pomeriggio a Ponteginori, annunciandoci l’incontro di domani pomeriggio a Rosignano.
EPPURE in realtà dall’incontro di domani potrebbe uscire la modifica di rotta dell’azienda diretta da Michèle Huart. Che, sempre confermando la cassa integrazione per i 23 dipendenti di Ponteginori, potrebbe passare dalla cassa integrazione in deroga a quella straordinaria. Una procedura che verrebbe interrotta solo se entro un mese la Regione rinnova le concessioni minerarie di Poppiano e Cecina. Perché diversamente, visto che senza la materia prima salgemma l’attività non ha ragione di esistere, sono con la spada di Damocle anche i 650 dipendenti dello stabilimento di Rosignano, come ha già messo in chiaro Michèle Huart.
UN PROVVEDIMENTO che non si verificava da inizio anni novanta. Fermo restando che oltre a Poppiano e Cecina c’è in ballo la cava «Volterra», la cui revoca dell’inibizione all’attività di perforazione dipende invece dal sindaco di Volterra per evitare ulteriori perforazioni a Saline . Mancata revoca per la quale Solvay ha già espresso ufficialmente preoccupazione subito dopo il vertice regionale di venerdì pomeriggio. Dunque, l’incontro di domani ce lo dirà con precisione, Solvay potrebbe passare dalla cassa integrazione in deroga a quella straordinaria visto che la prima deve essere autorizzata dalla Regione e la Regione non intende autorizzarla. Ieri Solvay ci ha detto che forse la Regione non ha ancora ricevuto la richiesta di autorizzazione. Ma che l’abbia ricevuta o meno, è stato molto lapidario l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, ex sindaco di Rosignano, dichiarando alla vigilia del vertice regionale di venerdì che «l’utilizzo della cassa integrazione in deroga non potrà essere autorizzato dalla Regione, non essendo Solvay azienda sotto i quindici dipendenti, né azienda che ha usato a pieno tutti gli ammortizzatori della cassa ordinaria e straordinaria che riguardano le grandi aziende».
E ADESSO questa ultima parte della sua dichiarazione rischia di diventare significativa. Alla cassa integrazione straordinaria possono accedere le aziende industriali con più di quindici dipendenti. Ricordiamo che la Regione ha ribadito in quel tavolo di venerdì l’impegno al rinnovo delle concessioni minerarie di Poppiano e Cecina. Ma ha preteso garanzie da parte di Solvay sul rispetto delle prescrizioni sulla realizzazione del progetto Idros e dell’invaso di Puretta.
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