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La Nazione Rosignano 5 febbraio - Si apre la settimana decisiva per la «cassa» alla Solvay

 


ROSIGNANO DOMANI L’INCONTRO FRA SINDACATI E AZIENDA

E’ chiaro che tutto si gioca sulle concessioni estrattive
di CINZIA GORLA



— ROSIGNANO —
«CHE ACCADRà ora? Per noi è importante capire come l’azienda intende muoversi, quale sarà lo sviluppo della situazione, se a questo punto Solvay intende ricorrere alla cassa integrazione ordinaria o straordinaria. Come mai l’azienda ha chiesto il provvedimento in deroga? Ha giustificato questa richiesta spiegando che le motivazioni non rientravano né nella richiesta di cassa integrazione ordinaria, né straordinaria». Cosa accadrà sarà più chiaro domattina dopo l’incontro delle rsu con l’azienda, come spiega il coordinatore Marco Baldini dopo il vertice in Regione di venerdì che ha chiuso 48 ore febbrili non soltanto per la sorte dei 23 dipendenti di Ponteginori, per i quali l’azienda diretta da Michèle Huart ha spiazzato tutti avanzando richiesta di cassa integrazione in deroga alla vigilia dello stesso vertice già programmato dopo la Conferenza dei Servizi del 22 dicembre. Ma anche per i 650 dipendenti di Rosignano tutti potenzialmente a rischio e per i quali una cassa integrazione non si registra dai primi anni novanta.
LA STESSA Huart è stata chiara parlando di ricorso agli ammortizzatori sociali anche per loro, per i 650, qualora permangano la situazione critica legata al salgemma e al blocco del rinnovo delle concessioni minerarie Poppiano e Cecina, nonché l’inibizione all’attività nella cava Volterra. Cosa accadrà sarà più chiaro domani dopo il no forte e chiaro alla cassa integrazione della Regione — alla quale spetta autorizzare la richiesta di mobilità quando si tratta appunto della «eroga» - con gli assessori Simoncini e Bramerini. Ma anche dopo quanto emerso nell’immediato successivo vertice di venerdì pomeriggio, visto che lo snodo cruciale della vicenda, il rinnovo delle concessioni minerarie, è emerso con forza. Perché l’impegno a rilasciare le concessioni di Poppiano e Cecina la Regione lo ha ribadito «dopo l’esito della valutazione di impatto ambientale del dicembre scorso, che ha perfezionato la “via” conclusasi nel 2004 a seguito di due ricorsi al Tar. Pretendendo la garanzia sul rispetto delle prescrizioni con particolare riferimento alla realizzazione di Idro-s industriale e dell’invaso di Puretta ad uso idropotabile».
QUINDI le concessioni di Poppiano e Cecina ci saranno - non è emersa invece la revoca dell’inibizione all’attività nella cava Volterra - se intanto Solvay garantisce il rispetto delle prescrizioni sul doppio versante progettuale Idro-s e Puretta. Concetti già emersi alla Conferenza dei Servizi di dicembre. Ricordiamo inoltre che lo stabilimento di Rosignano dieci giorni fa si è trovato a fare i conti con l’ordinanza di stop all’approvvigionamento dal laghetto di Casagiustri firmata dal sindaco di Montescudaio. E l’acqua, si sa, è vitale per l’attività: la partita sembra essere appena iniziata.


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