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la Nazione Livorno 5 febbraio - Mega-impianto al Marzocco
RIFIUTI MA LA PROVINCIA DEVE CHIUDERE IL PIANO DEGLI «URBANI»
Pd-Idv, nuovo rischio-rottura
Tensioni in maggioranza per il nuovo termovalorizzatore
— LIVORNO —
IL TIMORE è che a parlare di rifiuti e mega-termovalorizzatore si sollevi il tappo del vaso di Pandora. Ecco perchè tutto tace su questo fronte e il silenzio del Municipio — dove parlare di rifiuti significa aprire l’ennesima crisi tra Pd e Italia dei Valori — sta mettendo a dura prova i nervi della Provincia che non riesce a chiudere il piano interprovinciale dei rifiuti. I tempi — come spiega l’assessore all’ambiente Nicola Nista — sono scanditi: «Spero di andare all’adozione entro maggio, giugno. Poi ci saranno i sessanta giorni di tempo necessari per le osservazioni e poi l’approvazione del piano in consiglio provinciale». Ma il meccanismo si è inceppato perché dal Comune non arrivano segnali sugli scenari presi in esame dal piano: è il Municipio che deve dire se vuole la terza linea dell’impianto al Picchianti o il nuovo mega-inceneritore invocato dall’Ato. L’assessore Mauro Grassi liquida: «Stiamo valutando le alternative ed al più presto daremo una risposta». Il dibattito sugli impianti di smaltimento dei rifiuti è stato al centro di un recente incontro organizzato dalla Provincia dal titolo «Parteciparia». Perché dietro a tali scelte — che saranno certamente impopolari come la realizzazione di un nuovo mega-impianto — gli amministratori cercano di dar voce ai cittadini per scongiurare le nascita di comitati.
COSì da una parte si alimenta il dialogo, dall’altra però le decisioni sembrano già prese, sottovoce però, per non svegliare il can che dorme. Gli ambientalisti, sparpagliati nei partiti di opposizione ma soprattutto di maggioranza, alzeranno le barricate. La strada, comunque, è tracciata anche perché l’Ato spinge per la realizzazione del nuovo mega-impianto di smaltimento che serve all’area vasta. Ci sono vari siti dove questo impianto potrebbe sorgere. Tra questi c’è la centrale Enel del Marzocco che ormai da anni va a scartamento ridotto. C’è chi dice che l’Enel non avrebbe attivato la procedura per il rinnovo dell’Aia — autorizzazione integrata ambientale necessaria a svolgere l’attività — visto il regime di lavoro di questa centrale impegnata solo a fornire energia elettrica nei momenti di emergenza. E la conversione di questo sito in centrale per il mega-termovalizzatore è uno dei tanti scenari possibili. Ma non il preferito almeno dal Municipio che pensa ad un luogo diverso, più lontano dalle abitazioni. Lo spettro del nuovo termovalorizzatore — progetto che non compare nel documento politico «Verso il 2014» siglato dal sindaco con le forze di maggioranza in Comune per uscire dalla crisi politica della scorsa estate — aveva fatto capolino nella bozza del piano interprovinciale dei rifiuti solidi urbani finito nel 2011 nel dibattito della commissione ambiente della Provincia.
IL MEGA IMPIANTO nell’area livornese dovrà essere tarato con una raccolta diferenziata del 65% e veniva traguardato alla fase 3, quella che il cronoprogramma indicava a partire dal 2020. A quella data il piano interprovinciale dei rifiuti indica infatti una produzione di rifiuti urbani di 1.101.200 tonnellate, una raccolta differenziata di 715.810 tonnellate — pari al 65% — e una produzione di rifiuti urbani indifferenziati di 385.390 tonnellate.
Michela Berti
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