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la Nazione Rosignano 4 febbraio - Rosignano: caso-Solvay la posizione di Simoncini e della Bramerini

 

«La Regione non può autorizzare la cassa integrazione in deroga»
di CINZIA GORLA



— ROSIGNANO —
«L’UTILIZZO della cassa integrazione in deroga non potrà essere autorizzato dalla Regione, non essendo Solvay azienda sotto i quindici dipendenti, né azienda che ha usato a pieno tutti gli ammortizzatori della cassa ordinaria e straordinaria che riguardano le grandi aziende». Lapidario l’assessore regionale Gianfranco Simoncini, ex sindaco di Rosignano, che, prima del via del tavolo regionale già programmato da tempo per ieri pomeriggio, dopo la Conferenza dei Servizi del 22 dicembre scorso, ha detto chiaro e tondo che la Regione non concede l’ok alla richiesta di cassa integrazione in deroga per i 23 dipendenti dello stabilimento di Ponteginori.
PROVVEDIMENTO annunciato da Michèle Huart, direttrice dello stabilimento Solvay, proprio alla vigilia del tavolo di ieri, minacciando anche la possibilità che la cassa integrazione possa estendersi anche ai dipendenti di Rosignano se la situazione critica legata all’estrazione della materia prima salgemma permane. Una cassa integrazione, ha sottolineato la Huart, dovuta anche al blocco del rinnovo delle concessioni minerarie Poppiano e Cecina e all’inibizione all’attività nella cava Volterra, dopo la sentenza del Tar impugnata dalla stessa Solvay.
COME avevamo spiegato ieri, quando si parla di cassa integrazione in deroga, significa che è la Regione di competenza a doverla autorizzare. E prima dell’incontro di ieri pomeriggio, sia Simoncini, sia la collega di giunta regionale Anna Rita Bramerini, hanno stigmatizzato la richiesta della multinazionale belga definendo «quanto meno inopportuna la decisione di usare la cassa integrazione per i dipendenti della Ponteginori a 24 ore dall’apertura del tavolo istituzionale al quale anche Solvay ha dato la propria disponibilità a far parte, accogliendo l’invito della Regione che si è fatta portavoce delle istanze degli enti locali».
SIMONCINI e la Bramerini hanno spiegato che «la Solvay sa bene che il rilascio delle concessioni non è stato finora possibile perché la valutazione di impatto ambientale del 2004, che approvava i progetti connessi all’esercizio delle concessioni, è stata oggetto di contenziosi davanti al Tar per ben due volte. La Regione così ha dovuto riattivare i procedimenti e la conferenza dei servizi del 22 dicembre scorso ha concluso la procedura di VIA necessaria per il rilascio delle due nuove concessioni nel rispetto di tutte le prescrizioni, a cui si aggiungerà un’attenta attività di monitoraggio».
COSE BEN NOTE all’azienda, puntualizzano ancora Simoncini e Bramerini, azienda «che conosce altresì l’impegno assunto dalla Regione per chiudere questa complessa vicenda con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e le esigenze del territorio».


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