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La Nazione - In Italia è record dei disoccupati

 


IL PAESE CHE VA MALE
La crisi del lavoro più nera dal 2001



Nuccio Natoli
ROMA
UN DRAMMA sociale espresso in numeri. E’ quello della disoccupazione che in Italia continua ad aumentare. Con l’aggravante che resta il buco nero di un giovane su tre senza lavoro. L’Istat ha certificato che a dicembre il tasso di disoccupazione è salito all’8,9%, in rialzo dello 0,1% rispetto a novembre, ma dello 0,8% nei confronti dicembre del 2010. E’ il risultato peggiore dal 2004, ossia da quando l’Istat fa rilevazioni mensili sulla disoccupazione. Guardando ai dati trimestrali si scopre che per trovare un quadro peggiore bisogna tornare indietro fino a settembre 2001.
SE ALLE percentuali sostituiamo i numeri, a fronte di 22,903 milioni di occupati, appaiono quelli disperati di 2,243 milioni di persone senza lavoro. Un milione sono donne, 1,243 milioni sono uomini. Da notare che il peggioramento della disoccupazione a dicembre è quasi esclusivamente dovuto alla componente maschile.
Ciò che colpisce è che i dati siano peggiori di quanto avevano previsto gli analisti. A loro parere il tasso di disoccupazione a dicembre avrebbe dovuto fermarsi all’8,7%, invece è arrivato all’8,9%. Piccoli scostamenti, ma è un andamento che getta ombre nere sui prossimi mesi. In un quadro così negativo spicca che a novembre (rispetto a ottobre) l’occupazione abbia registrato un calo dello 0,1% pure nelle grandi imprese, quelle con più di 500 dipendenti. Il dato, però, è calcolato considerando in attività anche i lavoratori in cassa integrazione. Se si scorporasse la Cig la situazione sarebbe ben peggiore. Secondo il leader della Uil, Angeletti, «se si calcolassero come disoccupati pure i cassintegrati la percentuale salirebbe oltre il 10%».
All’interno del dramma generale della disoccupazione, persiste quello dei giovani che non trovano lavoro. Il tasso di disoccupazione giovanile a dicembre è sempre inchiodato al 31%, anche se è migliorato dello 0,2% rispetto a novembre. Per il quarto mese consecutivo la disoccupazione giovanile supera il 30% e ciò induce a pensare che sia diventata strutturale.
Benché i dati italiani siano oggettivamente drammatici non sono tra i peggiori della zona euro. Eurostat ha certificato che la disoccupazione in eurolandia a dicembre non si è schiodato dal 10,4% toccato a novembre, ossia il punto peggiore da giugno del 1998.
Se la media europea sulla disoccupazione è fonte di grande preoccupazione nell’Ue, non può essere sottaciuto che alcuni paesi si muovono in controtendenza. E’ il caso della Germania dove la disoccupazione sta calando e a dicembre si è attestata al 6,7%. E’ un numero, ma anche una speranza: la tendenza si può invertire.


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