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Il Tirreno - Più costi, meno ricavi la lunga agonia dei padroncini
Ogni anno chiudono oltre 300 ditte individuali di trasporto Pesa anche la concorrenza dei camionisti dell’Est
In due anni la benzina è aumentata del 58%, le polizze dell’assicurazione Rc auto sono triplicate Per poter assicurare un bilico una società spende fino a ottomila euro
di Carlo Bartoli wFIRENZE Quella del camionista è una vita pericolosa. Economicamente parlando.In due anni, in Toscana sono scomparse oltre seicento aziende individuali di trasporto merci. A fine 2009 erano poco più di 4.500 le aziende attive, mentre alla fine dello scorso anno erano scese ampiamente sotto quota 4mila. Un’emorragia che colpisce tutte le aree della Toscana, ma che si è fatta sentire in particolare nell’area di Prato, dove in due anni sono finite fuori del mercato oltre un quarto delle aziende individuali del settore. Quello dei cosiddetti padroncini è però solo una fetta, particolarmente in difficoltà, dell’universo del trasporto merci su gomma: complessivamente, in Toscana ci sono oltre 8mila imprese di trasporto, comprendendo ditte artigianeli e aziende più strutturate. Ma anche ad allargare la visione, il panorama resta difficilissimo: alle 8.543 imprese attuali corrispondevano quasi 11mila aziende nel 2.000. Le ragioni di questo inesorabile e non lento declino riguardano il costante aumento dei costi e la riduzione dei margini di guadagno. Per quanto riguarda i costi, Roberto Crudeli, presidente della Cna Fita di Massa Carrara ha calcolato che il carburante è aumentato nel 2010 del 26%, nel 2011 del 25%. Dal 2009, complessivamente ha fatto registrare un rincaro del 58%. «Abbiamo stimato - spiega - che un'azienda media, con due veicoli utilizzati per il trasporto in linea (e non il trasporto locale) nel 2009 ha speso complessivamente 48mila euro (Iva esclusa) per rifornire i due mezzi, nel 2010 61mila euro e nel 2011 76mila euro. Il carburante, al litro, è infatti schizzato da 1 euro circa a 1,70 euro». Crudeli ha calcolato anche il costo sostenuto per acquistare 5mila litri di carburante in extra rete, il canale che garantisce un costo inferiore: a gennaio 2011 il costo era di 5.300 euro, a settembre 2011 oltre 7mila euro e nel mese di gennaio, a questi prezzi, 8.288 euro. «Quindi il costo di 5mila litri di carburante acquistato extra rete - conclude - è aumentato di circa 3mila euro rispetto all'anno precedente, 250 euro in più al mese». Poi, c’è da considerare l’aumento dei pedaggi autostradali e quelli dell’Rc auto. Mario Squarcia, presidente regionale di Confartigianato trasporti, spiega che «il costo dell’assicurazione anche in Toscana è aumentato del 2/300% nel giro di appena due anni. Oggi, per assicurare un bilico si arriva a pagare anche 8mila euro l’anno». C’è il problema dei costi, ma a comprimere i margini c’è anche la concorrenza di molte aziende di trasporto dell’est europa che accettano di lavorare a tariffe irrisorie. «Loro anno un costo per gli oneri sociali ridotto a un terzo rispetto a quello delle nostre aziende - spiega Squarcia - e sono in grado di praticare prezzi molto bassi. Fino a qualche anno fa, queste società erano presenti quasi esclusivamente al Nord, ma da un po’ di tempo lavorano stabilmente nel Pratese, con i vivai del Pistoiese, con molte aziende dell’area fiorentina. Teniamo presente, che un dipendente che lavora undici mesi anno senza ammalarsi mai costa a un’azienda 4.500 euro al mese». Riccardo Masini, coordinatore regionale diFita Cna, punta il dito anche sui disagi della vita da camionista. «Le norme dicono che non si può guidare più di nove ore al giorno. Ma questi sono solo i tempi di guida. A questi, bisogna aggiungere le ore di attesa per il carico e lo scarico. Il sistema logistico italiano è molto carente e le ditte di trasporto spesso e volentieri si sono trasformate, come si può osservare in questi giorni, i veri magazzini di negozi e supermercati». In questi ultimi mesi, i camionisti qualche agevolazione l’hanno comunque ricevuta ed è per questo che Fita Cna e Confartigianato trasporti hanno sospeso le agitazioni. Da febbraio, infatti, verranno rimborsati alle aziende i surplus di accise sui carburanti che si sono registrate lo scorso anno, per un recupero medio di 2.400 euro a automezzo l’anno e per il 2012 ci sarà una compensazione, liquidata trimestralmente, sempre a compensazione dell’aumento delle accise, che porterà circa 7.300 euro a mezzo. In più, il governo aveva già stanziato 400 milioni per compensare l’aumento dei pedaggi, delle polizze Rc auto e di altre voci.
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