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La Nazione - La stangata sulla nautica arriva al porto
— SAN VINCENZO —
L’ARGOMENTO all’ordine del giorno tra la gente è è sicuramente, la manovra messa in atto dal «Governo Monti». Una manovra economica che, fra le altre cose, vede colpire i beni considerati di lusso andando ad interessare anche il mercato legato alla nautica. San Vincenzo, con la realizzazione del porto turistico si vede coinvolta visto che il porto è stato concepito proprio quale strumento capace di dare impulso a tutta l’economia cittadina. Così, in che misura la cittadina potrà risentire di questa manovra in relazione alle attività legate alla nautica da diporto?
NE PARLIAMO con Marco D’Agliano titolare dell’omonimo Studio, esperto di nautica e, per la sua attività, anche Automobilistica, coautore in collaborazione con l’Università di Bologna, di un progetto relativo al mondo del Diporto da cui è stato pubblicato un volume a cura della stessa Università. Quali conseguenze il decreto potrà avere sulla nautica locale e quali reazioni degli utenti? «Il provvedimento varato risponde a criteri di bilancio e di capacità di reddito —dice Marco D’Agliano — per cui, una imbarcazione oltre 10 metri ha sicuramente queste caratteristiche, ma, dietro all’uso ed all’acquisto di un prodotto come la barca, orbitano molti posti di lavoro, molti operai che purtroppo per colpa della crisi sono stati licenziati in seguito ai fallimenti dei Cantieri.
IN RELAZIONE alle aspettative riguardanti gli ormeggi nei porti, sicuramente il quadro è molto difficile anche se la mitigazione della tassa, dovuta alla anzianità dell’imbarcazione, lascia aperta una speranza ad un’attenuazione del fenomeno di esportare l’unità in altri paesi europei con una tassazione meno onerosa attraverso la dismissione della bandiera italiana con la conseguente cancellazione dai registri Italiani con ricadute negative sui porti turistici come il nostro e tutto dipenderà dalla forza di reazione che avrà l’utenza nautica in termini di domanda, e le proposte dei cantieri in termini di offerta, sia sul nuovo che sull’usato». «Questo quadro –continua D’Agliano - si legherà inevitabilmente allo stazionamento nei vari porti i delle unità oltre i 10 metri con le conseguenti ricadute economiche verso un indotto fatto di servizi come quegli offerti dagli approdi come la Marina di San Vincenzo». L’attuale struttura secondo lei ha un potenziale per far fronte ai cambiamenti in atto?. «Le dinamiche delle scelte legislative ricadono su queste strutture indipendentemente dalle loro capacità di incontrare o meno i favori dei diportisti, ma il Porto, non può essere solo un approdo tecnico, ma deve diventare sempre più un polo attrattivo collegato con il centro del paese, attraverso iniziative di spessore fatte soprattutto nei periodi di minor affluenza turistica, forse ad oggi, la Marina di San Vincenzo non ha ancora espresso interamente il proprio potenziale, e non può essere l’unico a proporsi, l’augurio è che ciò si realizzi, sarebbe un bene per tutto il paese».
MA San Vincenzo può offrire di più e alcune strutture come il Porto possono fare la loro parte? «Vorrei vedere San Vincenzo apprezzata per ciò che propone —c hiude Marco D’Agliano — ma forse il modello di sviluppo fino ad oggi offerto sta purtroppo segnando il passo ed a questo non ci possiamo permettere il lusso di non reagire».
Piero Bientinesi
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