Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Fiat, i sindacati duri: "Questo accordo non ci piace". Le ripercussioni in città - Qui Livorno

 

LIVORNO - Un grido corale dai rappresentanti dei sindacati delle aziende del nostro territorio indirettamente legate al mondo Fiat dopo la firma dell'accordo per il nuovo contratto che riguarderà gli 86000 dipendenti degli stabilimenti, ma che avrà ripercussioni anche su tutte le aziende della componentistica legate alla Fiat stessa. «Questo accordo non ci piace» è la sintesi di stamani dei portavoce Magna, TRW, Pierburg di Livorno e provincia.

L'accordo: fine delle democrazia nelle aziende?- L'accordo, porta la firma delle organizzazioni Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Associazione Capi e Quadri Fiat. L'unica a mancare è quella della Fiom. E non è cosa da poco: «Questo significa che dal 1° gennaio non potrà più avere rappresentanza negli stabilimenti». Alle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) si andranno infatti a sostituire le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali), figure elette dalle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l'accordo, che, dicono i rappresentanti, potranno in questo modo essere nominati dall'azienda stessa in maniera più o meno diretta.

Le reazioni dei dipendenti- La firma dell'accordo non fa cascare del tutto dalle nuvole i dipendenti che comunque ne sono rimasti totalmente scontenti. «L'evolversi della situazione era nell'aria ma, dopo lo sciopero unitario di lunedì scorso, ci aspettavamo che le decisioni sarebbero state rinviate un po' più in là».Una mossa che non sembra portare niente di buono a nessuno e che va a minare secondo i rappresentanti intervenuti nella conferenza stampa di stamattina, non solo il diritto di rappresentanza e di sciopero, ma anche quello di sicurezza sul luogo di lavoro e sulle condizioni di salute dei lavoratori. «Si prevedono ritmi lavorativi da fantascienza, che andranno sì ad accrescere la produttività, ma facendo pagare il prezzo più alto al lavoratore che si metterà al servizio della macchina e non più viceversa».

Cosa fare adesso- Quella che si prospetta per il futuro, almeno quello immediato, è una situazione di precarietà nella già precarietà in cui i lavoratori vivono. «Bisogna dare risposte anche per tutti quei lavoratori Fiat ai quali è stato negato in maniera velata il diritto di far parte della Fiom. La nostra linea comunque punterà a tenere forte il rapporto con i lavoratori e la compattezza tra le varie realtà coinvolte. Vogliamo garantire a tutti i dipendenti degli stabilimenti che siamo sul problema, che questa situazione non ci sta bene e che faremo ciò che è giusto fare per non tornare indietro di 50 anni di diritti acquistati con tanta fatica».
E se come ha dichiarato l'amministratore delegato Sergio Marchionne l'accordo vuole essere una sfida con «una mentalità innovativa che è l'unica in grado di costruire una base solida per il futuro, per crescere e progredire», l'obiettivo dei lavoratori e dei loro rappresentanti sarà quello di combattere una situazione di precarietà e incertezza che quel futuro lo vede nero. Le modalità e gli interventi saranno argomento di questi giorni.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Infrastrutture

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP