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Il Tar boccia il Comune per l'approdo turistico - La Nazione Elba

 

PORTO AZZURRO UNA NUOVA GARA DI APPALTO DOPO IL RICORSO DI «AETHALIA»

— PORTO AZZURRO —
IL COMUNE di Porto Azzurro dovrà rispettare la sentenza del Tar del 27 gennaio 2011 che aveva accolto il ricorso presentato da Aethalia Marine Services srl avverso la concessione demaniale marittima n. 3 dell’8/7/2010, rilasciata dal Comune di Porto Azzurro a se stesso per consentire la gestione del locale approdo turistico tramite la società in house D’Alarcon. Lo ha stabilito lo stesso Tribunale Amministrativo accogliendo un nuovo ricorso presentato dalla stessa Aethalia Marine Services srl che ha anche dichiarato nulli tutti gli atti successivi del Comune «nella parte in cui ammettono e dispongono l’affidamento in house alla società D’Alarcon della gestione dei servizi portuali». Ma non è tutto. Il Tar ha ordinato anche al Comune di Porto Azzurro, nella persona del responsabile del procedimento, di indire la gara per l’affidamento della concessione demaniale in questione «entro 7 giorni dalla notifica o comunicazione in via amministrativa della presente sentenza» ed ha nominato il Prefetto, o suo delegato, «quale commissario ad acta chiamato ad intervenire in sostituzione del Comune entro i successivi 15 giorni e fino alla conclusione del procedimento comparativo».
INFINE, oltre a condannare il comune di Porto Azzurro a corrispondere all’Aethalia Marine Services la somma di 3.000 euro a titolo di spese di giudizio comprendenti gli onorari difensivi, ha disposto l’invio di copia della sentenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze (in quanto il Comune di Porto Azzurro non ha finora ottemperato alla precedente sentenza del Tar passata in giudicato) ed alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Toscana (per il danno che potrebbe derivare al Comune dalla nullità accertata con la nuova pronuncia e dalla mancata tempestiva esecuzione del giudicato), nonché al Prefetto di Livorno.
ASSISTITA dagli avvocati Elisa Burlamacchi, Fabio Cintioli e Giuseppe Lo Pinto, la società Aethalia Marine Services si era rivolta nuovamente ai giudici amministrativi lamentando che il Comune di Porto Azzurro (difeso dall’avvocato Luciano Gallo) «non ha ottemperato alla sentenza, sia perché il medesimo ha lasciato che la società D’Alarcon continuasse a gestire l’approdo stipulando svariati contratti di ormeggio con gli armatori della zona, sia perché non ha indetto una gara per la scelta del concessionario, ma ha proceduto al riaffidamento della gestione delle attrezzature portuali direttamente alla società in house, fino al 31 dicembre 2011 e nelle more dell’espletamento di una procedura selettiva in ordine alla scelta del socio privato». Il Tar ha ribadito che «allo stato attuale non sussiste nessuno dei presupposti o requisiti previsti dall’articolo 23 bis del decreto legislativo n. 112/2008 per la gestione dei servizi pubblici in house e, alla stregua di tale norma, la D’Alarcon srl, quale società interamente detenuta dal Comune, non è legittimata a gestire l’approdo turistico e lo specchio acqueo di Porto Azzurro nemmeno per un giorno». Di conseguenza «le deliberazioni impugnate, nella parte in cui prevedono l’affidamento


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