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Tremila in ansia per Finmeccanica - Il Tirreno Primo Piano lunedì 21 novembre
Dalla Breda alla Wass, gli operai temono la smobilitazione in Toscana
CARLO BARTOLI
Sono oltre tremila i dipendenti toscani del gruppo Finmeccanica che vivono giornate di angoscia e che ora temono di subire anche i contraccolpi dello scandalo Enav.
Lavoratori che da tempo hanno percepito il sempre minor interesse di Finmeccanica a mantenere una forte presenza in Toscana. E che ora vacillano di fronte agli scandali giudiziari e ai contraccolpi borsistici che scuotono il gruppo.
Tremano i novecento dipendenti della Breda di Pistoia e con loro tutte le aziende metalmeccaniche dell’indotto, i 500 della Selex Elsag e il migliaio di addetti della Selex Galileo, entrambe localizzate nella zona di Firenze, i circa quattrocento della Wass di Livorno, i duecento dipendenti della Sirio Panel di Montevarchi, i 120 addetti della Amtec dell’Amiata.
Un arcipelago di aziende che da anni vive nell’attesa di capire quali sono le reali strategie del gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini, un gruppo che ha spesso messo mano alla struttura delle aziende, attraverso una serie di fusioni e incorporazioni, ma che non ha saputo dare una strategia credibile a una realtà, retaggio delle vecchie Partecipazioni statali, che ha una fisionomia molto composita.
In Finmeccanica, infatti, si va dall’aeronautica, presente in Toscana con la Sirio Panel che produce componentistica, all’aerospaziale, dall’elettronica per la difesa (Selex Galileo e Elsag) agli elicotteri, ai sistemi di difesa (con la Wass di Livorno che produce siluri), ai trasporti (con la Breda).
A Pistoia, pochi giorni fa i milleduecento addetti di Breda e indotto, hanno incrociato le braccia per protestare contro la decisione del gruppo di vendere l’Ansaldo Breda, un’azienda dalla elevata tecnologia e dalle grandi potenzialità a cui potrebbero essere interessati alcuni colossi del settore, desiderosi di sbarazzarsi di una pericolosa concorrente.
Ma anche alla Wass di Livorno, che produce siluri e sistemi di difesa per le marine militari, si respira un clima di grande incertezza. Negli ultimi tempi, infatti, la dirigenza sembra aver messo la sordina ai progetti di diversificazione nel campo civile. A confermare l’allarme, che si percepisce fra i lavoratori livornesi, c’è anche la rinuncia dell’azienda a realizzare l’espansione dello stabilimento dopo che il Comune aveva approvato la variante al urbanistica per permettere l’allargamento.
Ancor più delicata la situazione dei 120 addetti che lavorano alla Amtec tra Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore. Conclusa da poco la procedura che ha condotto alla fusione della Selex communications con la Elsag Datamat, del cui gruppo amtec fa parte, è scattato un pesante piano di riorganizzazione. Attualmente, 45 dipendenti dell’azienda che produce hardware per le comunicazioni criptate, sono in cassa integrazione straordinaria.
La Selex Galileo, invece, proprio nei giorni scorsi ha ottenuto, insieme a un pool di aziende toscane, un cofinanziamento da parte della Regione per realizzare strumenti elettrottici altamente innovativi da utilizzare sui satelliti. E a questo punto ci si chiede se il progetto andrà avanti o riceverà uno stop da Roma.
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