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Il futuro della discarica nelle mani dello studio B ri - La Nazione Livorno domenica 20 novembre

 

IL CASO-LIMONCINO BELLABARBA HA DATO L’INCARICO

— LIVORNO —
CINQUE PROFESSIONISTI sono a lavoro per elaborare la relazione tecnica che dovrà smontare le tesi del Gip che hanno portato al sequestro della discarica al Limoncino. Cinque professioniti — tra ingegneri idraulici e geologi — che fanno capo allo studio Boeri di Livorno. E’ a questi professionisti locali che si è rivolto l’imprenditore Bellabarba per eleborare un’ampia documentazione sul progetto del Limoncino. E’ la mossa con la quale l’imprenditore ha rinunciato all’udienza del riesame, convocata dopo il sequestro dell’impianto avvenuto pochi giorni prima che questo entrasse in funzione. L’atto di sequesto è stato molto articolato, prendendo spunto dalle perizie degli esperti del Cnr e anche dalla relazione della terza commissione provinciale finita — per mano del presidente della Provincia Giorgio Kutufà — sui tavoli della Procura. L’imprenditore, affidando una consulenza a esperti del settore, intende così smontare i capisaldi sui quali si basa l’atto di sequestro. La relazione tecnica potrebbe esere pronta già alla fine dell’anno, ma Bellabarba ora non mette più limiti temporali: l’importante è raggiunge l’obiettivo ovvero smontare il castello sul quale si basa il sequestro e aprire la discarica. Al vaglio degli esperti finiranno anche tutte le autorizzazioni — rilasciate prevalentemente dall’amministrazione provinciale — che hanno portato l’imprenditore ad investire 5 milioni di euro nell’impianto.
DA QUASI UN MESE l’attività alla cava sul Monte La Poggia si è fermata. Niente più camion che percorrono la strada del Limoncino, perché i cancelli dell’antica cava del Canaccini sono chiusi dai sigilli posti dai Carabinieri su mandato della Procura. E Bellabarba da proprietario e imprenditore deve fare la guardia affinché nel sito non accada niente. Perché il terreno è sotto la sua responsabilità. Una vicenda che continua a tenere con il fiato sospeso i frontisti — riuniti nell’accanitissimo comitato per la tutela dle Monte La Poggia — ma anche il titolare dell’azienda che, ogni giorno che passa, perde soldi per la mancata entrata in funzione di questa discarica. E’ ancora presto perché l’ultima parola, su questa vicenda, venga pronunciata.
Michela Berti


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