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La Nazione Rosignano - Ecomar si oppone al nuovo cda

 

di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
CASO REA, c’è un colpo di scena: non è Enerambiente — socio al 24% — della galassia dell’indagato Stefano Gavioli a impugnare la delibera dell’assemblea dei soci da cui a luglio è scaturito quel nuovo «cda» che ha confermato Fabio Ghelardini alla presidenza, ma soprattutto che ha estromesso i rappresentanti di parte privata, a partire dallo stesso Gavioli e dalla sorella, subentrata a Giovanni Faggiano, ex «ad» di Enerambiente, arrestato mesi fa per tangenti e corruzione nell’inchiesta sulla spazzatura napoletana, poi arrivata per migliaia di tonnellate a Scapigliato.
NON L’HA IMPUGNATA Gavioli la delibera, ma l’ha impugnata la Ecomar di Collesalvetti, socio al 7% che nel «cda» esprimeva Cristina Rinaldi. Al centro della contestazione l’ormai famoso articolo 13 dello statuto di Rea per cui «l’assemblea per la nomina dei componenti del “cda” dovrà tenere conto della ripartizione delle azioni societarie pubbliche e private», come emerge dalla nostra intervista, qui sotto, a Ghelardini. Mentre non ci sono novità su come muoversi dopo la richiesta di esercizio di diritto di prelazione respinta al mittente da Enerambiente — su cui pende un’informativa antimafia della prefettura di Venezia — tramite l’avvocato Tonetto. Richiesta avanzata in agosto dal Comune che l’ha contabilizzata in 808mila euro e spiccioli per estromettere Gavioli che per andarsene chiese otto milioni un anno fa. Il sindaco Alessandro Franchi dice che sono sempre in corso gli approfondimenti dei legali per capire il da farsi. Con Enerambiente, che è sempre il socio. Non con Ener Tech,ultima società della galassia Gavioli subentrata altrove, vedi Teramo Ambiente e gestione della discarica catanzarese di Alli.
E RACCONTA Franchi che nell’assemblea che ha espresso il nuovo «cda» si presentò EnerTech ma non venne ammessa in quanto non risultava nel libro soci. Non si presentò con Gavioli, evidentemente in altre faccende affaccendato. Perché, oltre a essere indagato per usura a Napoli, dove Enerambiente si occupava della raccolta dei rifiuti, Gavioli a inizio agosto è finito nell’inchiesta sulla discarica di Alli — gestita col solito iter Slia - Enerambiente - Ener tech — accusato dalla Finanza di aver evaso il fisco con un sistema di società scatole cinesi. Con sequestro di beni e quote societarie per novanta milioni, confermato dal Tribunale del Riesame di Catanzaro. Un’escalation giudiziaria per l’ex ad di Rea che si è recentemente arricchita. Perché, in seguito alle indagini dei carabinieri del Nucleo Ecologico di Catanzaro sulla discarica di Alli, la sua Enerambiente avrebbe ammassato in discarica ogni tipo di rifiuti senza alcun controllo, scaricando percolato nel 2008, 2009 e 2010, cinque giorni a settimana, giorno e notte, con un danno ambientale incalcolabile. La discarica è sotto sequestro da metà ottobre.
MA CE N’È ANCHE per Giancarlo Tonetto, Foro di Venezia, legale del collegio difensivo di Gavioli. I reati ipotizzati sarebbero legati, in concorso con gli altri indagati, a ipotesi di sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposte. Intanto il tribunale di Venezia ha dato via libera alla procedura di concordato preventivo di Enerambiente, avanzata dall’avvocato Tonetto per evitare il fallimento della società chiesto da creditori.

     ROSIGNANO: CASO-REA PARLA IL PRESIDENTE GHELARDINI: «NESSUN OBBLIGO SULLA PRESENZA DI PRIVATI»
«Ma sono certo che la delibera non verrà annullata»
— ROSIGNANO —
E’ VERO che Enerambiente ha impugnato la delibera dell’assemblea che il 26 luglio ha rinnovato il CdA estromettendo i soci di parte privata? Per un nuovo «cda», ora composto da Patrizia Villani, Alessandro Bechini, segretario Psi, Fiore Malanima, indicati da Rosignano, e Camilla Bordoni e Stefano Lessi, indicati da Cecina? Lo chiediamo al presidente Fabio Ghelardini (nella foto): «No — risponde Ghelardini, non è stata Enerambiente ad impugnarla, ma la Ecomar».
Sempre per l’articolo 13 dello Statuto? E quando è accaduto?
«Sì, per lo stesso articolo. E’ accaduto pochi giorni fa. Succede che se quella delibera viene annullata ne beneficerà anche Enerambiente che non l’ha impugnata».
Cosa accadrà?
«Ci sarà un dibattimento. Ma dubito fortemente che venga annullata».
Dipende da cosa implica quell’articolo 13 del vostro statuto...
«Non obbliga alla presenza dei privati, dice che deve tenere conto della presenza dei privati».
Chi è il presidente di Ecomar?
«Alessandro Gambicorti».
Ecomar si avvale sempre delle consulenze dell’ex sindaco nonché primo presidente di Rea Alessandro Nenci?
«No, assolutamente no, c’è stato pochissimo tempo».
Il sindaco Franchi ci ha detto che Ener Tech non è subentrata a Enerambiente.
«Non conosco Ener Tech. Ci era stato chiesto di scrivere le azioni a nome di Ener Tech ma abbiamo rifiutato perché non è stato rispettato il diritto di prelazione».
Gavioli nel frattempo ha arricchito il suo palmarès di accuse nelle varie inchieste giudiziarie...
«Leggo qualcosa su internet».
Il nuovo CdA si è riunito?
«Ci riuniamo piuttosto spesso, ci siamo già riuniti tre volte».
Avete parlato di Enerambiente?
«No, anche perché le vicende sono sufficientemente note. Ci siete voi della stampa che fate un buon lavoro».
Ci. Go.


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