Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La Nazione Cecina - Ato Costa già in alto mare

 

— BIBBONA —
GIÙ LE MANI dalla Tarsu. Sì, ma come? L’Ato Toscana Costa è appena nato e già sulla sua culla si affacciano i primi dubbi. Se i Comuni sborseranno cifre d’ingresso consistenti, si accolleranno i debiti altrui e a qualcuno toccherà anche ospitare il mega-inceneritore generale, alla fine chi ci rimetterà davvero? Nella sala del Consiglio di Bibbona, al termine della riunione di presentazione dell’organismo unico per la gestione dei rifiuti urbani, sono troppi gli interrogativi rimasti aperti tra i consiglieri locali presenti. Eppure la Regione era stata chiara. Per «mettere a stecchetto le discariche, alleggerire i bilanci dai rifiuti e guadagnare in salute», le Province di Livorno, Pisa, Massa Carrara e Lucca avrebbero dovuto organizzarsi in un’unica testa. Semplice, peccato gli inciampi nell’accorpamento non siano mancati, tanto da far parlare addirittura di «commissariamento dell’ente».
COSì, anche ad allarme rientrato, l’Ambito territoriale ottimale «Toscana Costa» salpa in un mare di questioni irrisolte. Di certo, al momento, c’è solo che la «Newco» alla base sarà una società per azioni mista: pubblica al 60% (ogni Comune entrerà sborsando una quota «ancora imprecisata») e privata al 40% (terminerà il 31 dicembre 2012 la gara di affidamento a cui seguirà il contratto di servizio al vincitore). Il che si traduce in un’incertezza inquietante, soprattutto per i debiti che il nuovo Ato costiero fagociterà entro la fine dell’anno prossimo, rimettendo il conto ai municipi «dentro». Nel 2012, infatti, il gestore unico monetizzerà e acquisterà le società locali di smaltimento dei rifiuti urbani (tipo Rea) assorbendone impicci e debiti. E qui scatta il sospetto: se la tassa sui rifiuti (Tia o Tarsu che sia) qui non si tocca, ma i Comuni si ritroveranno a pagare la quota d’ingresso in base alla valutazione delle loro società per poi partecipare a tappare anche i buchi che piovono dalle altre realtà, alla fine, chi pagherà? L’alternativa ci sarebbe, se i privati accettassero di partecipare al bando mettendo in conto di dover ripianare i conti prima di arrivare ai guadagni dello smaltimento. Credibile? In pratica, al momento, il progetto di «ottimizzazione della filiera dei rifiuti» voluto dall’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini, è in grado di chiarire solo il target. Le amministrazioni costiere «si compattano nell’Ato unico per perseguire la raccolta differenziata a tappeto, con l’azzeramento progressivo dei rifiuti in discarica, e quindi dei costi di smaltimento, entro il 2020».
TUTTO in linea con la tabella di marcia nazionale (decreto legislativo 152 del 2006) che prevede, come traguardo 2012, puntare al 65% di raccolta differenziata (quando in zona il Comune più virtuoso, Bibbona, è fermo al 35%...). E qui l’Ato Costa lascia l’ultimo spunto di riflessione ai «suoi» Comuni: poiché già si discute sul posizionamento dell’inceneritore centrale, e in testa alla classifica torna la spinosa questione della zona industriale del porto di Livorno, alla fine, chi vincerà?
Arianna Valentino


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Infrastrutture

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP