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«E' in gioco l'economia del territorio» - La Nazione Piombino

 


Piombino, crisi Lucchini: oggi lo sciopero di due ore. Intervento di Landini (Fiom)
— PIOMBINO —
SCIOPERO di due ore oggi alla Lucchini, per ogni turno. I lavoratori dello stabilimento di Piombino incroceranno le braccia e parteciperanno alle assemblee - che si terranno in fabbrica - organizzate dalle Rsu di Fim, Fiom e Uilm. E intanto la Fiom, con il segretario nazionale Maurizio Landini, rivendica la necessità di aprire un tavolo nazionale sulla siderurgia.
«LO SCIOPERO e le assemblee sono importanti – ha dichiarato il segretario provinciale Fiom, Luciano Gabrielli - per sensibilizzare tutti i lavoratori e per prepararli allo sciopero generale della siderurgia, imprese comprese, del 15 novembre. Non è in gioco solo il futuro dello stabilimento, ma di tutta l’economia del territorio».
Il 15 novembre, infatti, si fermeranno tutte le fabbriche del polo siderurgico, comprese gli altri due siti in mano alle multinazionali dell’acciaio Arcelor Mittal (Magona) e Tenaris (Dalmine).
INTANTO ieri si sono riuniti i delegati Fiom-Cgil delle imprese siderurgiche per «denunciare ancora una volta l’assenza di una politica industriale del governo e il pericolo che un altro settore importante della struttura industriale, come la siderurgia, possa perdere ulteriori pezzi - ha detto Maurizio Landini - la Fiom rivendica l’attivazione di un tavolo nazionale per la politica industriale di sostegno e riqualificazione della produzione siderurgica». Per il leader dei metalmeccanici della Cgil, infatti, «bisogna impedire che la riqualificazione avvenga attraverso una riduzione dei diritti».
«DIVERSE — ha sottolineato Landini — sono le aziende a rischio, ci sono gruppi importanti, come il polo di Piombino, la Lucchini e c’è la riorganizzazione della ThyssenKrupp, e tante piccole e medie imprese». Inoltre parlare di riqualificazione del settore siderurgico zvuol dire porre il problema della qualità delle produzioni che vengono fatte ma anche della sostenibilità ambientale e del valore dei processi di riconversione sul terreno delle energie rinnovabili. Senza dimenticare - ha aggiunto Landini - che parlare di siderurgia vuol dire parlare anche di una dimensione europea, perchè parliamo di multinazionali, come Arcelor, e di come sia necessario, appunto, avere una politica europea. Non a caso a Piombino, l’8 e il 9 novembre, si svolgerà una riunione europea con tutti i sindacati dei più grandi gruppi siderurgici perchè si pone il problema di un coordinamento di questa materia». Ad organizzare la due giorni è infatti dal Federazione europea dei metalmeccanici.
Maila Papi

PIOMBINO:CRISI LUCCHINI NUOVO INVITO PER LA CONVOCAZIONE DI UN INCONTRO AL MINISTERO
Il Partito Democratico si schiera a fianco dei lavoratori
— PIOMBINO —
DAL PARTITO Democratico arriva il pieno sostegno a tutte le iniziative che le organizzazioni sindacali hanno definito per le prossime settimane tese ad alzare il livello di guardia rispetto al futuro della Lucchini e del polo siderurgico di Piombino, a partire dallo sciopero con manifestazione del 15 novembre. Sostegno che è stato espresso direttamente ai rappresentanti del sindacato durante un incontro che si è tenuto nella sede del Pd al quale erano presenti Fausto Fagioli (Fim), Luciano Gabrielli (Fiom), Vincenzo Renda (Uilm) oltre al responsabile delle politiche del lavoro Pd Val di Cornia-Elba Enzo De Bonis ed il segretario del Pd Valerio Fabiani.
«CONDIVIDIAMO le preoccupazioni espresse dal sindacato – afferma De Bonis – ci convince l’approccio scelto rispetto a questa vicenda perché non possiamo continuare ad occuparci di siderurgia passando da uno stabilimento all’altro e da una crisi aziendale all’altra, occorre una visione unitaria e complessiva del polo siderurgico piombinese, il secondo nazionale ed il primo per prodotti lunghi, e più in generale occorre aprire una vertenza nazionale sul futuro della siderurgia italiana».
«IL PD RINNOVA l’invito al Governo di convocare presto un incontro al Ministero dello Sviluppo economico al quale deve essere presente lo stesso ministro, che non si è mai degnato di partecipare al tavolo delle riunioni che ci sono state – incalza il segretario Pd Valerio Fabiani - la nuova liquidità che deriverebbe dall’operazione Ascometal e dal nuovo accordo tra gli istituti di credito dovrà contribuire a dare maggiori garanzie rispetto agli attuali livelli occupazionali compresi quei lavoratori con contratti a termine evitando inaccettabili licenziamenti e per dare una boccata d’ossigeno alle imprese che in questi mesi hanno impropriamente fatto da banca al gruppo Lucchini. Per noi vale il modello Dalmine e le scelte di questi anni, come quella di favorire un investimento importante come il Minimill. Noi staremo con i lavoratori come abbiamo fatto in questi mesi».


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