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La giunta comunale è senza pace - Il Tirreno Livorno
Bettini assente, «scontro» tra Picchi e Bernardo sul restyling del centro
ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. Non c’è proprio pace in giunta. Riunitasi ieri mattina a Palazzo Civico (con tanto di annullamento della commissione sul piano strutturale) per licenziare il documento sulla costituzione dell’azienda unica dei rifiuti nella Toscana costiera e per deliberare alcuni provvedimenti riguardanti il centro cittadino, ha prima dovuto fare i conti con la rumorosa assenza di Maurizio Betini, assessore alla mobilità, per poi dover registrare lo “scontro” tra Paola Bernardo e Bruno Picchi.
Uno scontro verbale, dai toni peraltro civilissimi come si conviene al comportamento dei due assessori, ma che ha avuto un epilogo piuttosto clamoroso: Bruno Picchi è infatti uscito dalla sala giunta per non partecipare al voto sul provvedimento illustrato dalla collega. Una vicenda destinata a far particolare rumore in questa fase di crisi politica. Ma anche, e soprattutto, per l’oggetto al centro del contendere: Paola Bernardo ha infatti presentato all’esame della giunta il rapporto definitivo riguardante la riqualificazione del mercato di via Buontalenti, sulla base anche dei contatti avuti con i commercianti. Un argomento scottante, in questi tempi in cui la riqualificazione del Pentagono del Buontalenti è al centro del dibattito politico e cittadino.
Uno scontro verbale, dai toni peraltro civilissimi come si conviene a questi due assessori dai toni sempre pacati anche se decisi, ma che ha avuto un epilogo piuttosto clamoroso: Picchi è infatti uscito dalla sala giunta per non partecipare al voto sul provvedimento illustrato dalla collega. Una vicenda destinata a far particolare rumore vista la fase di crisi come quella che sta attraversando l’amministrazione cittadina. Ma anche, e soprattutto, per l’oggetto al centro del contendere: Bernardo ha infatti presentato all’esame della giunta il rapporto definitivo riguardante la riqualificazione del mercato di via Buontalenti, sulla base anche dei contatti avuti con i commercianti. Un argomento di scottante attualità, in considerazione del dibattito politico - e non solo - che si è acceso sulla riqualificazione di via Grande e dintorni.
La Bernardo pare che abbia rilanciato l’idea del restyling dei banchi del mercato mentre Picchi - che da sempre è favorevole allo spostamento dei banchi nel mercato centrale, in modo da realizzare un parcheggio sotterraneo e un’area pedonale - avrebbe lamentato la mancanza di discussione in giunta sulla questione e perciò si sarebbe allontanato per non formalizzare, con un voto negativo, il suo dissenso.
Maurizio Bettini ha invece dato forfait per uno stato febbrile ma anche per rimanere, in questo modo, a disposizione del partito (Sel insiste nel chiedere chiarezza agli alleati di governo): insomma, un malessere fisico ma anche politico.
CRISI POLITICA
Per via Grande presentato un piano che crea angoscia
Ho appreso con delusione che il già fissato consiglio di circoscrizione sui temi “pensiamo in grande-riqualificazione piazza Grande e aree mercatali e viabilità”, è stato annullato per una crisi all’interno della giunta. Non comprendo, ma debbo adeguarmi alla opportunità perduta di dire la mia ed allora non mi resta che scrivere. E’ ovvio che riqualificazione e mobilità parlano di idee che si sposano bene, naturalmente dipende poi dai contenuti e in tutti i casi i tempi per le riqualificazioni sono ampiamente scaduti. Chi può opporsi ad un recupero e valorizzazione di spazi vitali della nostra città, interventi già previsti nei vari programmi elettorali e confermati dal concorso partecipativo “pensiamo in grande”. Anche in commissione tutti i consiglieri hanno dato un giudizio positivo su questo tema, gli unici interrogativi sono stati sui tempi. Io e la mia lista abbiamo sempre apprezzato questo obiettivo. Idee che ho visto riprese anche dalla stessa Paola Bernardo, in commissione. Abbiamo tracciato una strada, disegnando una sinergia che ha una logica e potrebbe dare risultati a breve tempo; vogliamo presentare agli imprenditori locali spazi suggestivi, un contributo all’amministrazione e a beneficio di tutta la collettività.
E’ evidente allora che questi non sono i temi della crisi, mentre lo è stata la proposta sulla mobilità della piazza e della via Grande. Perché? E perché fa tanto discutere?
Il progetto, così come è stato presentato, non presenta spunti di condivisione. Al contrario, alimenta l’angoscia. Lo verifico quotidianamente in modo diffuso. Se nelle premesse si individua l’obiettivo di portare dei vantaggi per il vivere, la socialità e per i commercianti e tutti gli operatori della zona questo e’ condivisibile, ma ritengo che la soluzione non sia spostare i problemi in altre zone. Sono già critiche per la loro natura e in particolar modo lo e’ la viabilità adiacente la Fortezza, che in un futuro prossimo, deve essere perno e attrazione per i tanti turisti.
Inoltre, le posizioni dei commercianti e di tutti gli operatori della zona sono ben rappresentate da tutte le associazioni. Non a caso tutte hanno bocciato il progetto e invitato l’assessore a considerare la sosta di via Grande come sosta regolamentata “ad alta rotazione”. Se la crisi della giunta nasce da quella che a tanti sembra una forzatura, non condivisa, auspico che non si trascurino posizioni legittime, che abbiamo ascoltato in commissione da parte di autorevoli consiglieri, esponenti del Pd e non solo.
Cesare Trucchia Concigliere Confronto per Livorno Circoscrizione 2
Le critiche dell’osservatorio trasformazioni urbane
«Sul piano regolatore il sindaco non ci ha neanche risposto»
FEDERICA BOLDRINI
LIVORNO. “Sei mesi di silenzio da parte dell’amministrazione: ora siamo pronti a raccogliere le firme per presentare e avviare un progetto di partecipazione sul piano regolatore della città”.
L’osservatorio trasformazioni urbane di Livorno, primo firmatario di una lettera inviata alla giunta comunale circa sei mesi fa, torna ad accusare la giunta e il primo cittadino. “Nella nostra lettera - prende la parola Daria Faggi - firmata fra gli altri dai Verdi, dal Comitato contro l’ospedale a Montenero e altri cittadini, abbiamo chiesto di poter intraprendere un percorso partecipativo insieme all’amministrazione per discutere insieme del piano regolatore. Una richiesta legittima, dal momento che esiste una legge regionale sulla partecipazione, sottoscritta e condivisa dal Comune di Livorno in un documento del 2008”. Nessuna risposta dall’amministrazione, affermano gli esponenti dell’osservatorio, che criticano l’operato della giunta rivendicando “il diritto di cittadini ad essere coinvolti”. E, annunciano, “lo faremo in tempi molto brevi. Stiamo lavorando ad un progetto partecipativo da presentare in Regione e cominceremo a breve a raccogliere le firme. Per legge ne basteranno circa mille”. “Contiamo di riuscire a presentare il progetto entro novembre - anticipa Faggi - al più tardi entro la prossima primavera”. Un progetto che, specificano i firmatari della lettera, avrà alcuni punti fermi: “E’ impossibile andare avanti a suon di varianti anticipatrici - prende la parola Leonardo Bertelli - serve piuttosto un piano urbanistico esteso e non si può agire per singoli bisogni”. Territorio come bene pubblico, tutela dell’ambiente e attenzione al sociale sono gli altri punti cardine da portare avanti. “Se il Comune continuerà a non considerarci ci prenderemo da soli il nostro diritto alla partecipazione”.La giunta comunale è senza pace
Bettini assente, «scontro» tra Picchi e Bernardo sul restyling del centro
ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. Non c’è proprio pace in giunta. Riunitasi ieri mattina a Palazzo Civico (con tanto di annullamento della commissione sul piano strutturale) per licenziare il documento sulla costituzione dell’azienda unica dei rifiuti nella Toscana costiera e per deliberare alcuni provvedimenti riguardanti il centro cittadino, ha prima dovuto fare i conti con la rumorosa assenza di Maurizio Betini, assessore alla mobilità, per poi dover registrare lo “scontro” tra Paola Bernardo e Bruno Picchi.
Uno scontro verbale, dai toni peraltro civilissimi come si conviene al comportamento dei due assessori, ma che ha avuto un epilogo piuttosto clamoroso: Bruno Picchi è infatti uscito dalla sala giunta per non partecipare al voto sul provvedimento illustrato dalla collega. Una vicenda destinata a far particolare rumore in questa fase di crisi politica. Ma anche, e soprattutto, per l’oggetto al centro del contendere: Paola Bernardo ha infatti presentato all’esame della giunta il rapporto definitivo riguardante la riqualificazione del mercato di via Buontalenti, sulla base anche dei contatti avuti con i commercianti. Un argomento scottante, in questi tempi in cui la riqualificazione del Pentagono del Buontalenti è al centro del dibattito politico e cittadino.
Uno scontro verbale, dai toni peraltro civilissimi come si conviene a questi due assessori dai toni sempre pacati anche se decisi, ma che ha avuto un epilogo piuttosto clamoroso: Picchi è infatti uscito dalla sala giunta per non partecipare al voto sul provvedimento illustrato dalla collega. Una vicenda destinata a far particolare rumore vista la fase di crisi come quella che sta attraversando l’amministrazione cittadina. Ma anche, e soprattutto, per l’oggetto al centro del contendere: Bernardo ha infatti presentato all’esame della giunta il rapporto definitivo riguardante la riqualificazione del mercato di via Buontalenti, sulla base anche dei contatti avuti con i commercianti. Un argomento di scottante attualità, in considerazione del dibattito politico - e non solo - che si è acceso sulla riqualificazione di via Grande e dintorni.
La Bernardo pare che abbia rilanciato l’idea del restyling dei banchi del mercato mentre Picchi - che da sempre è favorevole allo spostamento dei banchi nel mercato centrale, in modo da realizzare un parcheggio sotterraneo e un’area pedonale - avrebbe lamentato la mancanza di discussione in giunta sulla questione e perciò si sarebbe allontanato per non formalizzare, con un voto negativo, il suo dissenso.
Maurizio Bettini ha invece dato forfait per uno stato febbrile ma anche per rimanere, in questo modo, a disposizione del partito (Sel insiste nel chiedere chiarezza agli alleati di governo): insomma, un malessere fisico ma anche politico.
CRISI POLITICA
Per via Grande presentato un piano che crea angoscia
Ho appreso con delusione che il già fissato consiglio di circoscrizione sui temi “pensiamo in grande-riqualificazione piazza Grande e aree mercatali e viabilità”, è stato annullato per una crisi all’interno della giunta. Non comprendo, ma debbo adeguarmi alla opportunità perduta di dire la mia ed allora non mi resta che scrivere. E’ ovvio che riqualificazione e mobilità parlano di idee che si sposano bene, naturalmente dipende poi dai contenuti e in tutti i casi i tempi per le riqualificazioni sono ampiamente scaduti. Chi può opporsi ad un recupero e valorizzazione di spazi vitali della nostra città, interventi già previsti nei vari programmi elettorali e confermati dal concorso partecipativo “pensiamo in grande”. Anche in commissione tutti i consiglieri hanno dato un giudizio positivo su questo tema, gli unici interrogativi sono stati sui tempi. Io e la mia lista abbiamo sempre apprezzato questo obiettivo. Idee che ho visto riprese anche dalla stessa Paola Bernardo, in commissione. Abbiamo tracciato una strada, disegnando una sinergia che ha una logica e potrebbe dare risultati a breve tempo; vogliamo presentare agli imprenditori locali spazi suggestivi, un contributo all’amministrazione e a beneficio di tutta la collettività.
E’ evidente allora che questi non sono i temi della crisi, mentre lo è stata la proposta sulla mobilità della piazza e della via Grande. Perché? E perché fa tanto discutere?
Il progetto, così come è stato presentato, non presenta spunti di condivisione. Al contrario, alimenta l’angoscia. Lo verifico quotidianamente in modo diffuso. Se nelle premesse si individua l’obiettivo di portare dei vantaggi per il vivere, la socialità e per i commercianti e tutti gli operatori della zona questo e’ condivisibile, ma ritengo che la soluzione non sia spostare i problemi in altre zone. Sono già critiche per la loro natura e in particolar modo lo e’ la viabilità adiacente la Fortezza, che in un futuro prossimo, deve essere perno e attrazione per i tanti turisti.
Inoltre, le posizioni dei commercianti e di tutti gli operatori della zona sono ben rappresentate da tutte le associazioni. Non a caso tutte hanno bocciato il progetto e invitato l’assessore a considerare la sosta di via Grande come sosta regolamentata “ad alta rotazione”. Se la crisi della giunta nasce da quella che a tanti sembra una forzatura, non condivisa, auspico che non si trascurino posizioni legittime, che abbiamo ascoltato in commissione da parte di autorevoli consiglieri, esponenti del Pd e non solo.
Cesare Trucchia Concigliere Confronto per Livorno Circoscrizione 2
Le critiche dell’osservatorio trasformazioni urbane
«Sul piano regolatore il sindaco non ci ha neanche risposto»
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LIVORNO. “Sei mesi di silenzio da parte dell’amministrazione: ora siamo pronti a raccogliere le firme per presentare e avviare un progetto di partecipazione sul piano regolatore della città”.
L’osservatorio trasformazioni urbane di Livorno, primo firmatario di una lettera inviata alla giunta comunale circa sei mesi fa, torna ad accusare la giunta e il primo cittadino. “Nella nostra lettera - prende la parola Daria Faggi - firmata fra gli altri dai Verdi, dal Comitato contro l’ospedale a Montenero e altri cittadini, abbiamo chiesto di poter intraprendere un percorso partecipativo insieme all’amministrazione per discutere insieme del piano regolatore. Una richiesta legittima, dal momento che esiste una legge regionale sulla partecipazione, sottoscritta e condivisa dal Comune di Livorno in un documento del 2008”. Nessuna risposta dall’amministrazione, affermano gli esponenti dell’osservatorio, che criticano l’operato della giunta rivendicando “il diritto di cittadini ad essere coinvolti”. E, annunciano, “lo faremo in tempi molto brevi. Stiamo lavorando ad un progetto partecipativo da presentare in Regione e cominceremo a breve a raccogliere le firme. Per legge ne basteranno circa mille”. “Contiamo di riuscire a presentare il progetto entro novembre - anticipa Faggi - al più tardi entro la prossima primavera”. Un progetto che, specificano i firmatari della lettera, avrà alcuni punti fermi: “E’ impossibile andare avanti a suon di varianti anticipatrici - prende la parola Leonardo Bertelli - serve piuttosto un piano urbanistico esteso e non si può agire per singoli bisogni”. Territorio come bene pubblico, tutela dell’ambiente e attenzione al sociale sono gli altri punti cardine da portare avanti. “Se il Comune continuerà a non considerarci ci prenderemo da soli il nostro diritto alla partecipazione”.
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