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Il porto perde le banane - Il Tirreno Livorno
Per i contenitori Dole sceglie Civitavecchia e Spezia
Chiuso anche l’ultimo spiraglio Il Reefer resta semivuoto, in attesa che si materializzi Del Monte
LIVORNO. Il porto di Livorno ha perso il traffico delle banane. La multinazionale americana Dole, cliente storica delle nostre banchine, dal 2012 utilizzerà i porti di Civitavecchia e La Spezia. Con una modalità di trasporto diversa da quella attuale, ossia spedendo le banane nei contenitori frigo anzichè con navi bananiere. Delle 90mila tonnellate annue di frutta che vengono movimentate a Livorno, resterà poco o niente. Un peccato, ora che Livorno si è dotata di un modernissimo e peraltro costosissimo polo frigo, il Reefer Terminal. Ma, del resto, non sembrano essere rimasti spiragli.
Giusto un mese fa Dole ha annunciato ai clienti che nel Mediterraneo spedirà le banane sudamericane con i contenitori. Il servizio Dole Ocean Cargo Express (Ecuador, Porto Rico, Valencia, Livorno) cesserà già questo mese. Dal prossimo, la frutta arriverà nei contenitori. Restava da decidere il vettore marittimo, cioè la compagnia armatoriale. Dole Europe, dalla sede di Amburgo, ha sondato le principali compagnie che fanno servizio dal Sudamerica, scartando Cma e Maersk e - ma la notizia non è ancora ufficiale - scegliendo Msc. E, purtroppo, il servizio di Msc dal Sudamerica non scala a Livorno, ma tocca solo Civitavecchia e La Spezia. La decisione, dunque, sarebbe di sbarcare i contenitori con le banane destinati al centro-sud a Civitavecchia e quelli diretti al centro nord a La Spezia. I giochi sembrano fatti, a meno che Dole non decida all’ultimo momento di cambiare armatore.
La Compagnia Portuale ha però un accordo con Dole siglato nel 2009 e che impegnava la multinazionale americana a lavorare a Livorno per cinque anni. Il presidente della Compagnia, Enzo Raugei, nella sua recente missione ad Amburgo, ha minacciato le vie legali. La speranza, per Livorno, è che Dole porti a Livorno una parte del carico sbarcato a La Spezia e svuoti i contenitori al Reefer Terminal. Reefer che, senza le banane ecuadoregne, è quasi vuoto. Al Reefer potrebbero però approdare i traffici di frutta di Del Monte, che da gennaio non utilizzerà più il terminal di Vado Ligure.
C.M.
Il porto perde le banane
Per i contenitori Dole sceglie Civitavecchia e Spezia
Chiuso anche l’ultimo spiraglio Il Reefer resta semivuoto, in attesa che si materializzi Del Monte
LIVORNO. Il porto di Livorno ha perso il traffico delle banane. La multinazionale americana Dole, cliente storica delle nostre banchine, dal 2012 utilizzerà i porti di Civitavecchia e La Spezia. Con una modalità di trasporto diversa da quella attuale, ossia spedendo le banane nei contenitori frigo anzichè con navi bananiere. Delle 90mila tonnellate annue di frutta che vengono movimentate a Livorno, resterà poco o niente. Un peccato, ora che Livorno si è dotata di un modernissimo e peraltro costosissimo polo frigo, il Reefer Terminal. Ma, del resto, non sembrano essere rimasti spiragli.
Giusto un mese fa Dole ha annunciato ai clienti che nel Mediterraneo spedirà le banane sudamericane con i contenitori. Il servizio Dole Ocean Cargo Express (Ecuador, Porto Rico, Valencia, Livorno) cesserà già questo mese. Dal prossimo, la frutta arriverà nei contenitori. Restava da decidere il vettore marittimo, cioè la compagnia armatoriale. Dole Europe, dalla sede di Amburgo, ha sondato le principali compagnie che fanno servizio dal Sudamerica, scartando Cma e Maersk e - ma la notizia non è ancora ufficiale - scegliendo Msc. E, purtroppo, il servizio di Msc dal Sudamerica non scala a Livorno, ma tocca solo Civitavecchia e La Spezia. La decisione, dunque, sarebbe di sbarcare i contenitori con le banane destinati al centro-sud a Civitavecchia e quelli diretti al centro nord a La Spezia. I giochi sembrano fatti, a meno che Dole non decida all’ultimo momento di cambiare armatore.
La Compagnia Portuale ha però un accordo con Dole siglato nel 2009 e che impegnava la multinazionale americana a lavorare a Livorno per cinque anni. Il presidente della Compagnia, Enzo Raugei, nella sua recente missione ad Amburgo, ha minacciato le vie legali. La speranza, per Livorno, è che Dole porti a Livorno una parte del carico sbarcato a La Spezia e svuoti i contenitori al Reefer Terminal. Reefer che, senza le banane ecuadoregne, è quasi vuoto. Al Reefer potrebbero però approdare i traffici di frutta di Del Monte, che da gennaio non utilizzerà più il terminal di Vado Ligure.
C.M.
Roma presidente della Toremar
Il manager portuale lavorerà per la Moby di Onorato
LIVORNO. Doveva rimanere una notizia riservata ma Vincenzo Onorato, lunedì sera, al Propeller Club, si è deciso a fare una confidenza alla folta platea di imprenditori portuali: Angelo Roma resterà alla Toremar anche dopo la privatizzazione della compagnia armatoriale, che scatterà nelle prossime settimane. E vi resterà in una posizione di vertice: presidente della nuova Toremar targata Moby. Onorato, dopo il buon lavoro svolto da Roma nei due anni in cui è stato amministratore unico della compagnia, lo ha voluto tenere con sè. E Roma ha accettato volentieri la proposta. Ora, l’uomo che per tanti anni ha rappresentato Zim a Livorno e più volte candidato alla presidenza dell’Autorità Portuale, entra nell’orbita di uno fra i più grandi armatori italiani. Una fase che comincerà dopo il 10 novembre, quando diventerà definitiva l’assegnazione di Toremar alla Moby. Il consiglio d’amministrazione della società privatizzata sarà composto da sette membri. Fra questi ci sarà certamente Achille Onorato, 25 anni, una laurea alla Bocconi, figlio di Vincenzo. Poi vi saranno anche alcuni rappresentanti della realtà locali, a significare il legame con il territorio toscano. I progetti dell’armatore su Toremar sono ambiziosi: si parte da 220 dipendenti e 25 milioni di fatturato.
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