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«Un approdo per residenti e non un vero porto turistico» - La Nazione Elba

 

PORTOFERRAIO LEGAMBIENTE INTERVIENE SUL WATER-FRONT DI SAN GIOVANNI

— PORTOFERRAIO —
«UN APPRODO sostenibile a San Giovanni si può fare. Ecco come». Legambiente rompe gli indugi e mette sul piatto della bilancia un proprio progetto in materia destinato inevitabilmente ad aprire riflessioni e nuovi fronti di discussione sull’operazione water front nella frazione portoferraiese. «A San Giovanni – attacca il Cigno Verde - si vuole fare un vero e proprio porto turistico e non l’approdo “leggero” per residenti promesso anche da esponenti della passata ed attuale maggioranza in Comune. Una proposta di infrastrutturizzazione impattante dell’intera area con la scusa di un “degrado” ambientale che si vorrebbe “curare” con iniezioni di cemento ed asfalto. Un approdo davvero “verde” deve essere sostenibile paesaggisticamente, ambientalmente, socialmente ed economicamente e le troppe e sempre più evidenti regole politico-economiche intorno a San Giovanni fanno pensare che invece si pensi ad un’operazione di puro greenwashing per realizzare un porto turistico, quindi non destinato a risolvere le esigenze dei residenti ma a realizzare l’ennesima struttura portuale a scopo di lucro, in concorrenza con le altre».
LEGAMBIENTE pensa che si possa evitare l’ennesimo porto turistico “a fini speculativi e fuori mercato nella situazione di crisi attuale” e realizzare l’approdo per i residenti promesso in campagna elettorale. «Quella che proponiamo – spiega il portavoce dell’associazione Umberto Mazzantini - è una struttura che richiederebbe un minimo di infrastrutture leggere per ospitare 350 imbarcazioni locali. Questa scelta non avrebbe bisogno di nuove infrastrutture a terra, se non l’adeguamento di quelle esistenti, e garantirebbe la tutela dell’ambiente e del paesaggio unici di San Giovanni ed il diritto dei portoferraiesi proprietari di piccole imbarcazioni ad avere un posto barca, difficile da individuare nel Water Front che si propone, alla fine dei conti, la realizzazione di 4 porti turistici che occuperebbero l’intero golfo di Portoferraio, da San Giovanni alla Darsena Medicea e che, come ha ben detto Confindustria, non sarebbero in grado di concorrere su un mercato in crisi e sempre più affollato e con le strutture continentali esistenti ed in preparazione».
«VA EVIDENZIATO anche che i posti barca esterni, soprattutto del primo pennello, possono avere anche una lunghezza maggiore, per soddisfare le poche imbarcazioni di residenti superiori agli 8 metri che ci sono a Portoferraio. Ed i pontili possono essere anche messi ad una distanza maggiore tra loro, senza dover modificare troppo la diga foranea..Ecco dunque come si potrebbe fare un vero approdo leggero, “sostenibile” e paeseggisticamente non impattante, dedicato ai residenti, con costi inferiori a quelli dei porti da 300 posti».


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