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Il futuro del porto tra bacini, crociere e traffici commerciali - Il Tirreno Livorno
Il sindaco: «La Darsena Europa è una grande opportunità. La Porta a mare compatibile con le riparazioni»
ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. Dopo un lunghissimo periodo di silenzio - dovuto all’impasse per il rinnovo del presidente dell’Autorità portuale e alle polemiche che hanno fatto seguito all’atteggiamento tenuto dal ministro Altero Matteoli, all’uscita di scena di Roberto Piccini e all’avvento di Giuliano Gallanti a Palazzo Rosciano - si è tornati a parlare in consiglio comunale del Piano regolatore del porto.
Finalmente, qualcuno dirà. Ma c’è di più. Il nuovo presidente dell’Authority ha confermato, nel corso della recente audizione in commissione consiliare, la validità della bozza già presentata dal suo predecessore Roberto Piccini e questo - come è stato sottolineato dal sindaco Alessandro Cosimi, subito seguito da vari consiglieri, primi fra tutti Massimo Gulì (Pd) e Gianfranco Lamberti (Confronto) - non ha solo una grande importanza politica ma anche e soprattutto pratica: non dovendo ripartire daccapo con la discussione, i tempi dell’istrutturia sul Prg del porto si annunciano decisamente più corti. Sempre che l’Autorità Portuale - come auspicato dal sindaco - consegni al più presto la documentazione necessaria al consiglio: solo da Palazzo Rosciano, infatti, si può dare il via a questo percorso.
«Senza questo Prg viene meno il legame tra porto e città, in particolar modo con il fronte-mare e con le aree retrostanti», ha esordito Cosimi iniziando a illustrare il contenuto di un documento che ribadisce - senza però entrare nel merito - le questioni principali legate allo sviluppo portuale. Per prima cosa, sono stati indiucati gli ostacoli che incombono sulla funzionalità del porto: in primis gli escavi, «che da subito debbono interessare le parti più sensibili alla sua quotidiana funzionalità, dal suo accesso alle sue banchine; e ancora l’eliminazione dell’ostruzione in uscita dello Scolmatore dell’Arno e i necessari dragaggi «affinché non si riproducono condizioni di insabbiamento del porto, a partire dalle banchine della Darsena Toscana»; «la riconsiderazione della gestione delle attuali porte vinciane» di ingresso al porto del Canale dei Navicelli; la riorganizzazione e potenziamento delle ferrovie «che va dal completamento del fascio binari in Darsena Toscana alla realizzazione, al suo interno, di una stazione di servizio ed al collegamento diretto alla linea Pisa-Firenze e, da questo, al collegamento con l’alta velocità alta capacità dell’asse appenninico della Toscana».
A fronte di questa massa di problemi, il documento si limita a dire che «il lavoro si qui svolto dall’Autorità portuale, precedente e attuale, con il diretto interessamento e contributo della stessa Regione Toscana e delle istituzioni locali, fa ben sperare sulla realizzabilità degli interventi citati». È toccato al sindaco, nel suo intervento, a dare un po’ di concretezza a questa enunciazione. «Il governo deve al più presto regolamentare in maniera chiara la materia degli escavi - sottolinea - La Regione ha infatti messo a disposizione 13 milioni di euro per questo genere di intervento ma per il momento non sappiamo come operare: per esempio, si dice che gli sversamenti in mare, consentiti in Spagna, qui non si possono fare. Allora serve una disciplina precisa in materia: poi si può fare impropriamente tutto in casa...»
Passando dai problemi agli obiettivi, il documento si propone di contemperare lo sviluppo del “porto di oggi” con quello del “porto del futuro”, evitando il rischio di di contrasti. «L’attività crocieristica non deve essere considerata un’alternativa alle attività commerciali del porto - si legge - ma sarà da realizzarsi attraverso un’ottimizzazione degli spazi e delle banchine e una definita progettualità, a garanzia della funzionalità operativa commerciale». Per Cosimi, una soluzione può essere trovata «con il porto delle crociere nella parte più vicina alla città e quello commerciale più a mare». E arriviamo così al comparto della Porta a Mare e della Bellana (ok all’utilizzo dello specchio acqueo), e alla realizzazione del porto turistico nel Mediceo. Il documento auspica «la riorganizzazione della nautica da diporto, con la rifunzionalizzazione, attraverso una sua compatibilizzazione eco-ambientale con le altre funzioni presenti, del bacino in muratura per le riparazioni». Il concetto è chiaro. Come metterlo in pratica, un po’ meno. Sulla Darsena Europa nessun dubbio per Cosimi: «È una grande opportunità per allargare l’offerta dei servizi del porto e per affrontare il “gigantismo delle navi”».
IL DIBATTITO IN CONSIGLIO
Porto turistico alla Bellana: il Pd dice sì
LIVORNO. Il documento per il porto presentato ieri dal sindaco al consiglio comunale sarà messo in votazione, magari con qualche integrazione, nella seduta serale del 3 novembre prossimo quando l’assemblea cittadina tornerà a riunirsi per discutere delle società partecipate. Intanto ieri c’è stata un ampio dibattito sul documento.
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Andrea Romano (Idv): «È un errore puntare sulle centrali a biomasse in porto. Danno poca occupazione e danneggiano l’ambiente: troviamo una soluzion e per ridurne l’impatto».
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Gianfranco Lamberti (Confronto): «Va trovato un equilibrio tra le attività esistenti e le crociere. Non possiamo infatti rinunciare a crescita di questo setore. E andrebbe ribadito il giudizio positivo sul rigassificatore Olt».
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Tiziana Bartimmo (Prc): «Siamo preoccupati per i bacini: le riparazioni navali garantiscono lavoro e occupazione, perciò questo importante settore dovrà coniugarsi con la Porta a mare. Inoltre Gallanti ha ragione quando pensa a uno sviluppo verso terra del porto implementando la penetrazione ferroviaria. Bene le crociere, ma per ora sono solo un vantaggio per altre realtà della regione: la ricchezza non resta a Livorno, dobbiamo fare accordi con i tour operator».
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Massimo Gulì (Pd): «Il dragaggioo dei fondali e i collegamenti ferroviari sono le operazioni più urgenti. Sono d’accordo con l’idea del porto organizzato per funzioni, in stretto rapporto con la città. Per quanto riguarda la Bellana, sosteniamo che è uno spazio utile nella realizzazione del porto turistico».
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Bruno Tamburini (Pdl): «Ho perplessità sul destino dei due bacini: come si realizzerà, in pratica, la compatibilità con la Porta a mare. Positivo, invece, il ritorno della banchina 75 all’uso industriale: cade così l’ipotesi oscena di spostare lì a rotazione le imbarcazioni da diporto».
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Claudio Cecchi (Pd): «Non sono un tifoso di Gallanti. Però mi confronto sulle idee e la sua audizione in commissione mi ha fugato molti dubbi. Apprezzo la volontà di ripristinare il bacino in muratura e l’idea di realizzare un terminale ferroviario».
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Lamberto Giannini: «Per me esiste un punto di difficoltà: la Bellana. È necessario fare uno studio sugli ormaggi e sui flussi di viabilità e comunque io preferirei che la zona fosse destinata a un uso diverso: magari bonificarla e farci una spiaggia. La realizzazione di un porto o di un approdo sarà un ostacolo politico per il mio partito».
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Maristella Bottino (Pdl): «Non firmiamo cambiali in bianco a nessuno, ma ho apprezzato l’audizione e le proposte di Gallanti».
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Roberto Russo (Pdl): «Serve un adeguamento infrastrutturale per trattenere il turismo crocieristico e dei traghetti».
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Salvatore Capuozzo (Udc): «La piattaforma Europa è bella e impossibile, discutiamo di ipotesi più realistiche».
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Marco Cannito (Città Diversa): «Sul porto, chiedo un’operazione verità. Un’analisi sullo stato di salute per poi fare la diagnosi di cura. Escavi, dragaggi, porte vinciane, etc. non possono continuare a essere delle eterne “speranze”».
Cosimi: «Per lo sviluppo serve una programmazione complessiva»
Si riparte dalla bozza di Piccini
LIVORNO. Non esprime giudizi il documento portato all’attenzione del consiglio, che comunque si apre con la conferma «del giudizio espresso con la delibera del del 17/7/2010 sull’operato della precedente gestione dell’Autorità Portuale». Quanto basta per spingere Gianfranco Lamberti a spiegare che «Gallanti è venuto qui per colpa e non per merito di Matteoli. Senza lo sciagurato diktat del ministro, Gallanti non sarebbe mai venuto a Livorno. Il che non vuol dire affatto che non sia una persona preparata e capace, però Livorno ha subito un affronto: è stata una lesione politica grave». Il sindaco ha invece puntato dritto sull’importanza di dare una bussola al porto per orientare il suo sviluppo e quello della città: «Il presidente Gallanti ha detto giustamente che bisogna avere un’idea di programmazione complessiva».
E infatti, nel documento si legge che «il Piano regolatore generale del porto non può intendersi come un programma di opere pubbliche, di volta in volta realizzabili attraverso lo strumento del Pot, ma una pianificazione più complessa che si interseca con molti degli aspetti del governo del territorio, in particolare nel rapporto con le aree retrostanti il porto e quelle sul fronte mare della città così come indicato nel documento di indirizzi dati dal Consiglio comunale per il Piano regolatore del porto».
Per Alessandro Cosimi, un progetto del genere merita «la dignità del sostegno di tutto il territorio, proprio per ciò che comporta ai fini degli interessi generali della città». Le critiche al governo, arrivano di conseguenza: «Gli impegni presi dal ministro Matteoli nell’ultima campagna elettorale per le amministrative, come gli escavi e il Lotto Zero, non sono stati rispettati. Il centrodestra livornese dovrebbe farsi portatore di queste richieste e non limitarsi solo a criticare l’operato degli enti locali».
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