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Una class-action contro la Solvay - Il Tirreno Cecina
Scavi troppo vicini al paese: Saline si ribella alla “sua” azienda
Una protesta collettiva che potrebbe sfociare in una causa legale «I nostri immobili già perdono valore»
NICOLÒ COLOMBINI
VOLTERRA. Una multinazionale da decenni sul territorio, un comitato attivo e agguerrito e una situazione preoccupante per quanto riguarda ambiente e sicurezza. Sono gli elementi principali di una storia che coinvolge Saline di Volterra e i suoi abitanti, e che negli ultimi tempi ha vissuto alcune svolte decisive. Tutto nasce con il progressivo avvicinamento al centro abitato degli scavi per l’estrazione di sale, effettuati dalla Solvay, multinazionale proprietaria delle concessioni per il territorio. Un avvicinamento che ha allertato alcuni abitanti salinesi, riunitisi nel Comitato per la difesa della Val di Cecina: un’associazione che riunisce e tutela i duemila abitanti della frazione volterrana, e che minaccia azioni legali e iniziative collettive contro una pratica ritenuta pericolosa e deturpante. «Viviamo in un paese - spiega Angelo tani, componente del comitato - circondato da concessioni minerarie praticamente regalate alla Solvay, che continua a scavare senza rispettare i minimi requisiti di sicurezza per la popolazione. Siamo ormai arrivati a due, trecento metri dal centro abitato, ed è provato che i crateri causati dalle estrazioni possono provocare crolli sia del terreno che delle costruzioni. Non è in alcun modo prevedibile il tipo di conseguenze che possono derivare da uno sfruttamento irrazionale del suolo: l’unica cosa sicura è la svalutazione dei patrimoni immobiliari dei residenti (per compensare i quali stiamo valutando una class action), e l’impossibilità di costruire in futuro altre strade o infrastrutture, a causa dell’instabilità del terreno». Il comitato, suddiviso in gruppi di lavoro, si riunisce settimanalmente per concordare proposte e iniziative, e coinvolge già decine di cittadini che chiedono garanzie a istituzioni enti e multinazionale. Tante le proposte emerse finora, che riguardano i 1700 ettari totali di concessioni ottenute dalla Solvay. Principale interlocutore del comitato dovrebbe essere la regione, chiamata a gestire questo tipo di situazioni, ma l’aiuto delle istituzioni locali in questo senso potrebbe essere decisivo. «Non siamo un comitato - conclude Tani - contro la Solvay a prescindere: l’unico nostro interesse è garantire la salute e gli interessi dei salinesi. Servono fasce di rispetto non inferiori ai due chilometri, così come un adeguamento tariffario, che permetterebbe maggiori investimenti poer il nostro territorio. È poi necessario cancellare assolutamente il progetto dell’invaso di Puretta, concentrando invece gli sforzi su quello di Pian di Goro. Questi e molti altri sarebbero gli argomenti da trattare con impegno e celerità: speriamo che i nostri interlocutori siano disponibili a discutere tanto quanto lo siamo noi».
CHI C’È DIETRO
Dalla discarica scongiurata alla “guerra” del sale: 15 anni di battaglie
N. C.
VOLTERRA. Il Comitato per la difesa della Val di Cecina, principale interlocutore di istituzioni e Solvay nella disputa per le nuove concessioni, non è un’associazione nuova alla vita politica e sociale di Saline di Volterra: si tratta infatti di un comitato istituito da alcuni cittadini salinesi nel 1996, ai tempi del progetto della discarica di Gagnetto-Podernovo.
La sollevazione popolare impedì la realizzazione della discarica, che, per il progetto originario doveva sorgere a meno di tre chilometri dal centro abitato.
Dello stesso anno l’occupazione della discarica della Grillaia a Chianni e la protesta contro l’apertura di una cava a Canneto, mentre nel 1997 iniziano le mobilitazioni contro il contratto Eti Solvay.
Dopo un periodo di relativa calma, il comitato torna operativo a tutti gli effetti nelle ultime settimane: gli scavi sempre più prossimi al centro abitato preoccupano i residenti, che con l’assemblea straordinaria del 19 ottobre scorso ricostituiscono ufficialmente l’associazione e stabiliscono le prime iniziative per contrastare l’avanzamento degli scavi e le concessioni facili. Organizzatori e principali promotori del progetto sono Angelo Tani, Maleno Mori, Giulio Cecchelli e Marco Callai, con decine e decine di persone pronte a collaborare. Un’associazione assolutamente apolitica e priva di fini che non siano il bene della comunità salinese, tengono a precisare i coordinatori, che in questi giorni hanno sottoscritto un documento di proposte da sottoporre alle istituzioni interessate, che verrà pubblicato nei prossimi giorni.
Intanto le attività del comitato proseguono, con incontri settimanali aperti a tutta la popolazione e la suddivisione in gruppi di lavoro per meglio analizzare e approfondire tutti gli aspetti della disputa.
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