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Più turisti, ma è una falsa ripresa - Il Tirreno Elba

 

Per l’associazione è colpa di un territorio diviso che ora deve investire su trasporti e promozione
 

Gli albergatori: rispetto al 2006 mancano all’appello 213mila presenze
 
 
 
De Ferrari chiede l’istituzione della tassa di sbarco, l’abolizione delle barriere in porto e risorse per lo scalo della Pila
 
VALENTINA LANDUCCI
 PORTOFERRAIO. Una stagione estiva che si chiude con il segno più. Ma non basta. Perchè l’incremento del 3,1% delle presenze - secondo i dati forniti dall’associazione albergatori dell’isola - non risarcisce il territorio e le imprese di anni di crisi e turisti in calo. Rispetto al 2006 il saldo rimane negativo e all’appello mancano ancora 213mila turisti. Quindi un segno più che lascia l’amaro in bocca e si commenta in due parole: ripresa parziale.
 Le stesse parole usate ieri dal presidente dell’associazione albergatori dell’isola, Massimo De Ferrari, in occasione dell’assemblea generale degli associati alla quale hanno preso parte anche gli assessori regionali Cristina Scaletti e Luca Ceccobao, l’assessore provinciale Paolo Pacini e alcuni sindaci e amministratori dell’isola.
 I dati. L’associazione ha condotto un’indagine su un campione di 82 strutture ricettive del territorio. Il 2011 si chiude con un più 3,1% nelle presenze e un più 3,4% nei fatturati. «Benchè il 40% delle aziende intervistate abbia dichiarato di aver avuto le stesse presenze dell’anno precedente - spiega De Ferrari - coloro che hanno dichiarato incrementi di presenze sono ben superiori a coloro che hanno subito un decremento. Il dato confortante è che il 15% degli intervistati ha dichiarato di aver avuto incrementi anche superiori al 6%». Ma non c’è da stare tranquilli per De Ferrari che, nella sua analisi, ricorda come i risultati positivi siano frutto di fattori esterni: la crisi geopolitica che ha interessato il mercato del Nord Africa e del Mediterraneo, la ripresa dell’economia tedesca, il caro traghetti per la Sardegna e il bel tempo. Nonostante questo l’incremento delle presenze, pur reale, è stato contenuto e non ha compensato il deficit accumulato nel corso degli ultimi quattro anni: si sono recuperate 87mila presenze ma all’appello ne mancano ancora 213mila rispetto al 2006. A ciò si aggiungono altri due dati preoccupanti: motli meno turisti a maggio e giugno (meno 10%) e bassi livelli di occupazione media nelle strutture ricettive (il 27% contro il 30% della Val di Cornia). Il trend positivo rimane innegabile ed è stato confermato dalla Regione. «Nei primi sei mesi - spiega Scaletti - si è registrato un incremento del 3,1% con una ulteriore crescita nella stagione estiva pari al 3,3%».
 Le cause. L’assemblea delgi albergatori ha indicato nella sostanziale perdita di competitività dell’isola le ragioni di una crisi tutt’ora presente determinata anche dall’incapacità del territorio a concretizzare quelle strategie che potrebbero segnare il cambio di passo per l’economia turistica. «Siamo un territorio statico - afferma De Ferrari - senza una visione collegiale di appartenenza ad un comprensorio, senza una visione comune d’obiettivo. Se non diamo una svolta a livello di elettroshock alla nostra offerta ci troveremo tra qualche anno con una stagione di 90 giorni. E con tre mesi di stagione una comunità di 30mila abitanti non può sopravvivere, nè gli imprenditori nè i dipendenti». De Ferrari non si fa illusioni: anche il 2012 sarà un anno difficile.
 Le proposte. Rilanciare l’economia turistica elbana per gli albergatori significa lavorare fondamentalmente su quattro temi: trasporti, manutenzione del territorio, promozione e qualità delle strutture.
 L’associazione chiede investimenti (che è pronta a sostenere in prima persona) per l’aeroporto di Marina di Campo allo scopo di adeguare l’infrastruttura esistente e portare all’Elba aerei da 70 posti. Nella prospettiva dell’applicazione, auspicata dalla categoria, della tassa di sbraco, suggerisce di impiegarne una parte per il ripianamento die debiti derivanti dalla gestione dello scalo.
 Sul fronte dei traghetti, invece, gli albergatori ritengono che non siano sufficienti - con la privatizzazione della Toremar - garanzie sulle tariffe e sul numero delle corse: servono anche orari più razionali. Rimane poi la richiesta di una corsia preferenziale, che superi il problema degli sbarramenti in porto a Piombino, per elbani e turisti diretti all’Elba. Sul fronte della promozione De Ferrari torna a dirsi preoccupato per la politica adottata dalla Regione con la cancellazione dell’Apt e parla chiarmanete di «un vuoto regionale nel campo della promozione del territorio». L’auspicio dell’associazione è che vada in porto la gestione associata del turismo. In alternativa «abbiamo già pronto - continua il presidente - lo statuto di una Fondazione con scopi promozionali al sostegno della quale potranno concorrere le aziende alberghiere e i campeggi, il commercio e l’artigianato, i Comuni, l’aeroporto e soprattutto le compagnie di navigazione alle quali verrà chiesto da subito di incrementare di 50 centesimi il biglietto per i traghetti per anticipare l’entrata in vigore della tassa di sbarco con un accordo di natura strettamente privatistica».
 L’associazione non si esime dal bacchettare anche le amministrazioni comunali, colpevoli di una scarsa manutenzione del territorio e rilancia sul fronte della qualificazione delle strutture ricettive chiedendo alle stesse amministrazioni piani di settore per favorire gli investimenti.


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