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Porto, nuova mazzata La Compagnia perde anche le banane Dole - Il Tirreno Livorno
CRISTIANO MEONI
LIVORNO. Piove sul bagnato. Dopo le Toyota, la Compagnia Portuale rischia anche di perdere le banane: un traffico rilevantissimo per i portuali, sia in termini di fatturato che di giornate di lavoro. La Dole - cliente storico del porto - ha comunicato ai propri clienti che dal 1º gennaio 2012 non trasporterà più le banane con le navi “break bulk” ma utilizzerà i contenitori. Una modalità, quest’ultima, che taglia fuori il ciclo di lavorazione svolto dai portuali, cioè il lavoro di sbarco dei pallets dalla stiva della nave bananiera e il trasporto e lo stoccaggio nei magazzini. Ma c’è anche una seconda implicazione, non meno importante: la Dole è la cliente pressochè esclusiva del nuovo Reefer Terminal, partecipato da portuali e spedizionieri, e il rischio è che anche questa struttura venga esclusa - almeno in parte - dalla catena logistica.
Non si conoscono le motivazioni che hanno spinto la Dole a cambiare modalità di trasporto. Ma si presume che non siano soltanto di carattere economico, dato che il trasporto con i container refrigerati è più costoso rispetto a quella tradizionale. Si dice che la Dole non abbia trovato l’accordo con il vettore marittimo, la Nyk, ma non ci sono conferme. Così come non ci sono conferme sulla voce che Dole non abbia ancora scelto la compagnia armatoriale per i contenitori. Trattative sarebbero in corso con Msc e Maersk, che hanno servizi per il Centroamerica e il Sudamerica, da dove vengono le banane. E non è neppure detto che Dole rimanga a Livorno, perchè al momento non c’è stato alcun abboccamento con il terminal contenitori che ospita le linee per il Sudamerica, Tdt. Dunque nebbia completa. Ma anche la precisa sensazione che, in questa partita, Livorno abbia solo da perderci.
Oggi scalano a Livorno una quarantina di navi bananiere all’anno, da 2000 tonnellate di carico ciascuna, e il lavoro di sbarco impiega una cinquantina di portuali a nave. In tutto fanno 90mila tonnellate l’anno. Vero è che una parte del carico potrebbe essere mantenuto dai portuali anche con la modalità contenitore (i contenitori frigo costano molto e, in caso di lunga giacenza, può convenire svuotarli e stoccare la merce in magazzino). Ma Dole potrebbe anche decidere, una volta sbarcati i contenitori, di inviarli subito a destinazione: a centri di stoccaggio non livornesi, agli impianti di maturazione o alla rete di vendita.
Potrebbe essere, quella di Dole, una scelta che viene da lontano. Fino a un paio di anni fa, il gruppo era comproprietario del terminal dove sbarcava le merci (il Dole Term, al 51%), poi ha voluto uscirne. Forse per avere mani più libere.
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