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I sindaci: parco eolico inaccettabile - Il Tirreno Toscana

 


 
«Le 38 torri davanti a San Rossore darebbero un colpo mortale al turismo»
 
 
 
Entro domani le osservazioni Realacci: il vento è una scelta giusta ma ci vuole sempre un confronto serio con i territori
 
GIOVANNI PARLATO

 PISA. Il progetto del mega-parco eolico sul mare davanti a S. Rossore ha già ricevuto il pollice verso dai Comuni di Pisa, Vecchiano e S. Giuliano. «Inaccettabile» è il termine con cui è stato definito dagli enti locali in una bozza congiunta cui ieri hanno lavorato amministratori e tecnici. Oggi sarà messa a punto nei particolari perché domani scade il termine di presentazione delle osservazioni.
 La bozza premette che «la ricerca e lo sviluppo delle energie alternative è certamente condivisibile e le comunità locali sono da sempre sensibili a questo tema», tuttavia i «ma» sono maggiori rispetto agli eventuali benefici.
 Il primo punto che viene sottolineato è l’impatto visivo che viene giudicato «non tollerabile» e si sottolinea come l’area richiesta di concessione demaniale marittima «è in gran parte inclusa nella tenuta di San Rossore». Ma oltre all’impatto visivo e al problema ambientale, la bozza dei tre Comuni pisani sposta l’attenzione anche sull’aspetto economico. Le «38 torri in mezzo al mare darebbero anche un colpo mortale all’economia turistica in generale, della balneazione e del turismo nautico in particolare». Infatti, non bisogna dimenticare che alla foce dell’Arno si sta costruendo il porto di Marina e un’area occupata da 38 torri con le pale che raggiugono un’altezza di 140 metri per quasi dieci chilometri quadrati può trovare forti perplessità sia nei diportisti (che compreranno un posto barca) sia in chi vive di pesca. «Tutta la zona - si legge nella bozza - subirebbe infatti pesanti vincoli alla navigazione da diporto e alla pesca». E poi c’è l’aspetto balneare: sono chilometri le spiagge del litorale pisano e di Marina di Vecchiano frequentate da centinaia di migliaia di bagnanti.
 Un altro punto su cui insistono le tre amministrazioni riguarda una tema puramente ambientale. Il tratto di mare individuato per il parco eolico si trova al centro del “Santuario dei cetacei” istituito dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio. Si tratta di un’area protetta molto vasta compresa nel territorio francese, monegasco e italiano.
 Sono questi i punti principali su cui si sono trovati d’accordo i Comuni di Pisa, Vecchiano e San Giuliano anche se oggi potrebbero essere inserite nuove valutazioni, soprattutto da parte di Pisa: l’amministrazione tiene a sottolineare di avere già fatto tanto per le energie rinnovabili, ad esempio con il parco fotovoltaico ai Navicelli che è uno dei più grandi d’Italia, con investimenti continui così come con l’adozione di un regolamento d’edilizia sostenibile che prevede incentivi a chi voglia realizzare impianti ad energia pulita. La domanda di fondo è se sia giusto sfruttare il mare.
 Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, da Brindisi dove si trova, ha fatto sapere che «questa industrializzazione del mare non è positiva e poi abbiamo già l’Olt». Per Giancarlo Lunardi, sindaco di Vecchiano, il danno visivo sarebbe enorme. La macchia lucchese che va dai confini del nostro territorio fino a Viareggio è 450 ettari, la metà del parco eolico che si vorrebbe costruire. Si tratta di un insediamento fuori misura e i danni sarebbero di gran lunga superiori ai benefici».
 Possibilista invece Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd eletto in Toscana. «E’ sbagliata - dice - ogni collocazione di impianti eolici che prescinde da un confronto serio e approfondito con i territori, soprattutto quando si tratta di un progetto di queste dimensioni a così poca distanza dalla costa. Ma sarebbe altrettanto sbagliato essere pregiudizialmente contrari perché l’eolico è una delle migliori alternative ai combustibili fossili che sono sempre più scarsi, più cari e determinano imprevedibili mutamenti climatici».
 Domani dovranno essere inviate le osservazioni al ministero delle Infrastutture tramite la Capitaneria di porto di Livorno.


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