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«Se non c'è accordo qui salta tutto» - La Nazione Piombino
Piombino: Mirko Lami, coordinatore Rsu Fiom, fa il punto sulla Lucchini
— PIOMBINO —
«ABBIAMO fatto tutto quello che potevamo fare prima del 6 luglio, adesso siamo ad un bivio». A fare il punto della situazione Lucchini è il coordinatore Rsu Fiom, Mirko Lami. «O arriva l’accordo fra le banche o salta tutto e si va verso un percorso di commissariamento. In entrambi i casi la strada è in salita. In questo momento secondo me non c’è, come organizzazioni sindacali da fare il tifo per l’uno o per l’altro, ci sono da tenere però dei punti fermi».
Quali sono i punti cardine.
«La salvaguardia del ciclo integrale, dei posti di lavoro e dei posti di lavoro che girano nel comprensorio con l’indotto. Credo che nessuno di noi sia in grado di spostare l’ago da una parte o dall’altra. Abbiamo fatto quello che potevamo fare prima del 6 luglio. Eravamo arrivati ad un accordo dignitoso. Tutto è però saltato. Qualsiasi cosa accada dobbiamo trovare un imprenditore interessato a questo sito importante, un sito che il governo non deve farsi scappare non perchè è Piombino ma perché è un sito strategico per una nazione».
Come Rsu avete annunciato di chiedere ancora una volta l’intervento del Ministero?
«Certo, richiamiamo il Ministro Romani e il sottosegretario Saglia a prendere il controllo della situazione, loro dovevano essere garanti dell’operazione del 6 luglio. Ora dovranno riprenderla in mano. Non possiamo esimerci da pensare che non sia così altrimenti si andrebbe a sminuire il ruolo delle istituzioni e quando si è attori principali di una firma al ministero, deve essere portata avanti».
Qual è la situazione in fabbrica?
«Ci sono grosse difficoltà, non c’è una guida, all’interno dei reparti manca la serenità, e tutto quello che serve per mandare avanti un’azienda siderurgica. In tutta Europa la siderurgia sta avendo un calo. Noi bisogna essere pronti a queste sfide, quando la produzione riprenderà a crescere, ecco perchè cerchiamo un imprenditore che abbia voglia di sfruttare anche la posizione geografica di Piombino, strategica nel mediterraneo. Non credo che in Europa o nel mondo non ci sia nessuno interessato alla Lucchini. Credo che non ci sia nessuno a causa della fase così complessa».
Avete in programma iniziative?
«Eventuali iniziative le decideremo nella riunione del 6 ottobre quando si riuniranno le strutture sindacali. A meno che la situazioni non precipiti drammaticamente prima. L’unica cosa certa è che arrivati a questo punto non sarebbe giusto allungare oltre i tempi delle decisioni, a pagare sarebbero il gruppo, i singoli stabilimenti, le maestranze e il territorio».
Maila Papi
PIOMBINO LUIGI COPPOLA E ROBERTO MARINI, DELL’UDC, REPLICANO ALLA ACCUSE DEL RAPPRESENTANTE CISL
«Nessuna manovra nell’ombra, Bisso stia tranquillo»
— PIOMBINO —
«PUR VOLENDO evitare una replica diretta, non possiamo esimerci da fare alcune considerazioni». A replicare a Luciano Bisso della Cisl sono Luigi Coppola coordinatore provinciale Udc e Roberto Marini presidente provinciale Udc. «Abbiamo letto con attenzione le accuse rivolteci su La Nazione, “paladino” del “suo” personale segretario Provinciale Pardini. Al di là delle polemiche strumentali e strumentalizzate, sono state fatte affermazioni equivoche e non corrette, in quanto il presidente Casini non è mai stato al Governo e dai cosiddetti tempi del “Bunga Bunga”, ossia dal 2008 in poi, è dichiaratamente schierato all’opposizione dell’attuale maggioranza. Inoltre vorremmo tranquillizzare il signor Bisso ed i suoi amici di penna, che non è nostra intenzione entrare nel merito delle manovre interne alla Cisl in vista dei prossimi congressi, in quanto conosciamo bene le nostre competenze e rispettiamo il sacrosanto principio di autonomia del sindacato».
«AL CONTRARIO di altri, noi interveniamo sulla stampa e facciamo le nostre considerazioni alla luce del sole, senza nessuna dietrologia. Pertanto rispediamo al mittente qualsiasi riferimento ad eventuali manovre nell’ombra da parte nostra, poichè non abbiamo proprio nulla da nascondere e nessun interesse da perseguire nell’ambito sindacale. L’unica cosa che ci preme e che sosterremo sempre è il diritto a tentare un dialogo con il mondo moderato nel quale anche la Cisl dovrebbe trovare dimora».
«E’ INUTILE nascondersi dietro ipocrite polemiche, il segretario provinciale Pardini ha ammesso che sta dentro il Pd e noi non abbiamo fatto nient’altro che dire come la pensiamo, senza avere la presunzione di tirare nessuno per la “giacca”. Proprio perché la Cisl sta con i propri iscritti, sottoliniamo che moltissimi di questi non votano Pd ed hanno come unico obbiettivo la tutela dei loro interessi di lavoratori; è bene che questo sia chiaro a tutti, compreso al signor Pardini».
«Comitato del no» chiede assemblee sull’accordo del 28 giugno
— PIOMBINO —
IL COMITATO del No Piombino Val di Cornia rinnova alla Segreteria provinciale della Fiom e a tutta la Cgil l’invito ad organizzare al più presto una consultazione fra i lavoratori dell’Accordo firmato (28 giugno, ndr), «perché riteniamo giusto che i lavoratori debbano conoscere ed esprimere una valutazione sui contenuti. La firma che Susanna Camusso ha posto per conto della Cgil sull’intesa del 28 giugno è un grave arretramento politico-sindacale nei rapporti tra lavoratori e padronato.
NOI LAVORATORI del Comitato del No denunciamo questa firma e questo accordo per due motivi: il metodo, che non ha permesso ai lavoratori di essere consultati; e il merito che mette in grave difficoltà la tenuta e la possibilità di lotta dei lavoratori, dando agli imprenditori più di un’opportunità per derogare dai contratti di lavoro collettivi. E’ nostra convinzione che nell’incontro avvenuto tra il Comitato del No e la Fiom ci sia stata, da parte dei dirigenti sindacali, una colpevole sottovalutazione: la Fiom si mostrava convinta che, con la dichiarazione dello sciopero generale del 6 settembre, l’Accordo fosse ormai decaduto. Vogliamo pensare che questa posizione fosse dovuta soltanto ad un errore di valutazione».
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