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Il primo cittadino di Porto Azzurro preferirebbe non andare al referendum: lo vuole la sinistra - Il Tirreno Elba

 

«Troppo grande e antistorico»
 
Papi guida il fronte del no: se nasce un comitato contro, mi iscrivo
 
 
 
 
 PORTO AZZURRO. Non ha mai avuto dubbi in proposito. Il Comune unico sarebbe un errore, un anacronismo, un passo indietro. Lo ha ribadito in più occasioni e continua a farlo oggi, a poche ore dall’avvio della raccolta firme a sostegno della proposta di legge per la fusione delle otto amministrazioni comunali dell’isola. Il perché del no di Maurizio Papi è articolato ma fondamentalmente fa leva su due temi: la vicinanza della pubblica amministrazione al proprio territorio e le radici culturali e storiche dell’isola.
 «Le motivazioni sono diversificate. Prima di tutto forse non ci siamo resi conto che il Comune unico avrebbe una estensione di 223 km quadrati. Firenze è grande 102 chilometri quadrati, Palermo 158, Torino 130. Saremmo pressoché più del doppio del Comune di Livorno. Questo, da un punto di vista logistico e di gestione del territorio, sarebbe già un grosso handicap. Se non c’è decentramento in una realtà come la nostra, una attenzione quotidiana e costante, si va verso il fallimento di ogni azione politica e amministrativa».
 Insomma la centralizzazione sarebbe un errore?
 «Abbiamo esempi come l’Asl e l’Asa. L’azienda sanitaria è un po’ un Comune unico: da Livorno pretende di gestire situazioni a distanza, con tutti i disservizi che ne conseguono. Chi gestisce la società del servizio idrico tiene inevitabilmente di più ai territorio più vicini, forse anche rispondendo a sollecitazioni. Con il Comune unico sarebbe lo stesso. Una buona amministrazione impone un decentramento e una presenza fisica».
 Poi per lei ci sono motivazioni storiche.
 «Le radici storiche non vanno mai perse. Porto Azzurro è di origine spagnola, Portoferraio fiorentina. A Portoferraio si parla un dialetto diverso dal nostro e da quello di Capoliveri e Rio Marina. Io sono convinto che non dobbiamo “vendere” le nostre radici. Mi si dice che la storia e le tradizioni verranno mantenute grazie alle municipalità. Benissimo. Ma allora a che serve fare un Comune unico? Forse per mettere tutto sullo stesso piano e allo stesso livello? Il valore delle nostre realtà è dato dalle nostre specificità».
 C’è chi sostiene che il no al Comune unico dipenda dal fatto non si vogliono perdere poltrone.
 «Io a maggio finirò il mio mandato. Dunque è chiaro che non lo faccio per la poltrona. A parte il fatto che queste sono poltrone che hanno gli spini sotto. Se si fa il sindaco si fa per passione, perché si crede in certe cose, nella nostra gente e nel nostro futuro. Cosa vuoi che importi a un sindaco del Comune unico, magari portoferraiese, di quello che succede a Pomonte? Le necessità di Patresi non sono le stesse di Rio Elba».
 I sostenitori del Comune unico affermano che sia necessario per superare l’immobilismo derivante dalle divisioni. Cosa ne pensa?
 «L’immobilismo sarebbe proprio con il Comune unico, non abbiamo bisogno di un organo comprensoriale per le singole specificità territoriali. D’accorso su una maggior unità per problematiche comprensoriali. Poi però ognuno torna a gestire le proprie specificità. L’ammassamento, il qualunquismo, non hanno mai portato niente».
 Non pensa però che un unico Comune costerebbe di meno?
 «Un consigliere a Porto Azzurro prende 14,65 euro di gettone di presenza. E sembra che 100 consiglieri siano la rovina dell’isola! Io prendo 1475 euro e un assessore 225 euro il mese. Sono troppi? Questi soldi servono per affrontare spese di tasca propria e responsabilità economiche e penali. Alla fine del mandato ci si rimette sempre qualcosa».
 Secondo lei questo referendum si farà?
 «Vorrei che nemmeno si facesse. Se ne verrà fatta ancora una volta una questione politica probabilmente le firme si raccoglieranno. La sinistra vuole il Comune unico. Orsini è il coordinatore del Comitato ed è un uomo della sinistra. Mi auguro che dentro di tutti nasca un senso di appartenenza, che si comprenda l’importanza di non rinunciare mai ai nostri simboli e alla storia che rappresentano. Se nasce un movimento anti Comune unico mi farebbe piacere essere il primo iscritto».

SONDAGGIO ON LINE
 
I primi 100 voti: vince il sì
 
 
 
 


 PORTOFERRAIO. Alle 22 di ieri sera sul sito internet del Tirreno i sì al Comune unico erano in netto vantaggio. In poche ore circa cento persone hanno partecipato al sondaggio on line che abbiamo messo a disposizione dei lettori per poter dire la loro, dare un segnale rispetto all’ipotesi di fusione delle otto amministrazioni comunali dell’isola. E per il momento la soluzione Comune unico sembra piacere: i sì sono avanti con il 76% delle preferenze contro il 24% dei no alla fusione. Il sondaggio non ha ovviamente un valore statistico. Si tratta infatti di una rilevazione aperta a tutti e non basata su un campione elaborato scientificamente. Tuttavia sarà interessante vedere cosa pensano i lettori che invitiamo anche a far sentire la propria voce attraverso il Tirreno, inviando al nostro indirizzo di posta elettronica le loro opinioni sul Comune unico in attesa che siano le procedure istituzionali, avviate dal comitato per il referendum sul Comune unico, a dirci come andrà a finire.

SEGNINI
 
«Un’idea senza un progetto»
 
 
 
 
 PORTOFERRAIO. Gli schieramenti a favore e contro l’istituzione del Comune unico non sono ancora definiti e i sindaci dell’isola, come pure i diversi iscritti alle associazioni che hanno dato divvita al comitato referendario, hanno in realtà motivazioni e distinguo critici propri. In proposito merita attenzione la posizione del sindaco di Campo, Vanno Segnini, nettamente contrario alla proposta di Comune unico attualmente in discussione. Perchè c’è un’idea ma non un progetto. «Si offre alla cittadinanza un unico punto di riferimento che ha dei vantaggio come contenimento dei costi e sotto il profilo decisionale - spiega il sindaco - ma non si è capito cosa succede il giorno dopo. Quanto tempo ci vuole perché si possa ripartire? Come si gestiscono gli uffici e i servizi? Che fine fanno i dipendenti? Se sapessi cosa hanno nella testa i promotori del Comune unico saprei valutare vantaggi e svantaggi. Ci facciano conoscere qual è il progetto. Senza sono assolutamente contrario».


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