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Porto, la frustata di Gallanti - Il Tirreno Livorno

 


 
«Andate a conquistare nuovi traffici anziché rubarvi le briciole l’un l’altro»
 
 
 
 
MAURO ZUCCHELLI

 LIVORNO. «Bisogna mettersi bene in testa una cosa: con questa litigiosità il porto di Livorno si mangia da solo il proprio futuro. Anche a Genova c’erano scontri, eccome: ma su grandi scelte strategiche, qui si battibecca per sapere chi domattina va all’accosto 14/F e quanto ci può stare». Il presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti sfodera la durlindana nell’audizione a Palazzo Granducale.
 Sorpresa: chissà se gattopardescamente o con convinzione, la commissione provinciale emergenza occupazione lo applaude in modo bipartisan.
 E’ una sferzata a una comunità portuale «talmente presa a bisticciare che quasi non esiste come un tutt’uno»: «All’Authority non ce la facciamo più a passare il tempo a mediare i contrasti perché quella nave lì no. E’ in programma un’altra riunione: sperare che si giunga alla pace? Devo farlo, ma so già che non si arriverà a niente: sembra che per modificare i cervelli ci vogliano secoli».
 Di più: «A un certo punto l’Authority diventerà uno sceriffo per far rispettare le regole, ma a tutti. E non saranno rose e fiori, mi auguro che prevalga il buonsenso. Anche perché non esiste in Europa un porto che, avendo ad esempio quattro terminal ro-ro in lizza fra loro, si auto-azzoppi così».
 La requisitoria va anche oltre: «E’ ovvio che siamo in una economia di mercato e che ciascuna impresa debba perseguire il proprio interesse legittimo: ok, ma lasciamo da parte un 5% dedicato all’interesse generale. Io posso cercare di risolvere i guai su dragaggi e ferrovie, ma non serve a niente se ci si continua a fregare i traffici l’un l’altro. Bisogna prendere la valigina e andarsene ad acquisire traffici nuovi anziché sgraffignarsi quattro briciole a colpi di ribasso. La concorrenza non dev’essere all’interno del porto bensì fra i porti». Altrimenti - coglie la palla al balzo l’assessore Nocchi - «tutto si scarica su una concorrenzialità che basa solo a esasperare le condizioni di lavoro».
 Delle due l’una: o il presente stato delle cose va bene così com’è o serve una sterzata. Come? «Con uno sforzo politico-culturale e con un Prg condiviso: abbiamo costituito a Palazzo Rosciano una “agenzia per il Prg” che includerà giovani borsisti e esperti dell’università».
 E la commissione? «Condivido l’appello alla coesione del mondo portuale», sottolinea il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà. «Fa scalpore quel che dice Gallanti - afferma Elis Bufalini (Pd) - eppure l’abbiamo sempre saputo e ce lo siamo pure detto. Guai a farsi prendere dalla paura, i traffici bisogna andarseli a cercare». Per Massimo Malanima (Pdl) è «una relazione impietosa» che alza il velo sui problemi di un porto «donaminato per 60 anni dalla Compagnia portuali»: non ci sto però a «veder sostituire un monopolio con un altro monopolio». Lodi anche da Vaccaro, Pdl («lei ha parlato da manager mentre finora in porto ha regnato la politica») e da Celanti, Idv («ma intanto che attendiamo il via ai lavori ci si impegni a risolvere le liti»). Per il Pd Coluccia «è però importante che Gallanti abbia sottolineato pure le potenzialità di Livorno».
 Già, ma Gallanti attribuisce il merito alla geografia. E’ unica in tutto l’Alto Tirreno: la grande pianura valdarnese è una dote senza uguali, visto che Genova, Savona e La Spezia hanno pochi spazi assediati dalle montagne («è per questo che siamo nel gruppo dei porti principali sui quali l’Unione europea investirà»). E aggiunge: «Nel primo semestre il traffico container è cresciuto del 7%, non dimentichiamoci però che a oggi il porto ha 900 cassintegrati».

Sos escavo, sversati in mare i fanghi meno inquinati
 
Palazzo Rosciano: decreto in vista e ok da Roma allo sblocco dei vincoli del “Sin”
 
 
 
 


 L’ultimo intoppo l’altro ieri: guai in Darsena Toscana con il comandante di una grande nave portacontainer che con lo scandaglio ha rilevato la presenza di una “gobba” di melma nel fondale così che non era più garantita la distanza di sicurezza (30 piedi) sotto la chiglia e questo ha creato problemi nell’imbarco del carico previsto.
 L’episodio («l’ennesimo») lo rivela il presidente dell’Authority Giuliano Gallanti: è la prova di quanto sia urgente dragare i fondali portuali. Anche perché - aggiunge - se nel Mediterraneo presto la faranno da padrone quelle da 8mila teu e noi non siamo in grado di accoglierle.
 «O ce la facciamo entro un anno e mezzo o ci ritroveremo a essere un porto minore», dice Gallanti segnalando che l’afflusso dei fanghi dipende dal fatto che la foce dello Scolmatore è «pressoché ostruita» e, essendo le “porte vinciane” «costruite per errore alla rovescia», scarica acque e detriti in Darsena Toscana.
 Che fare? Il presidentissimo cala il poker. Uno: “stappare” la foce (con soldi dell’Authority). Due: bonifica del tratto finale dello Scolmatore (con l’Authority che anticipa i quattrini). Tre: “riparazione” delle “porte vinciane” (idem). Tutto quanto per arrivare al punto 4: risistemazione del canale in Darsena Toscana (20 milioni di euro, al 60% dalla Regione e il resto dalla Authority); pronta la delibera per i carotaggi, fra 1-2 mesi il via alla gara.
 Però la seconda Vasca di Colmata è ancora nel libro dei sogni, dove mettere i fanghi dragati? La soluzione di Gallanti: sversando in mare le melme non inquinate («stiamo attendendo l’ultimo sì, comunque il decreto è quasi fatto»). Ma il porto non è soggetto ai vincoli rigidi della normativa ambientale del “Sin”? «L’emendamento che ci sblocca ha l’assenso sia del ministro che dello staff ministeriale», ribatte lui.
 Poi a tempo scaduto, sentendo che la prossima audizione riguarda l’Authority di Piombino, sussurra: «Hanno una vasca di colmata vuota, i fanghi super-inquinati di Bagnoli non arrivano: chiedetegli se prendono quelli di Livorno».
 E’ emergenza anche per i collega- menti ferroviari. Un pianto, ammette Gallanti: «Però nell’ultimo incontro con i vertici Fs è stato ottenuto l’impegno a un investimento da 40 milioni di euro per eliminare le strozzature».
 Vaccaro (Pdl) pone poi la questione delle (contestate) assunzioni alla Porto di Livorno 2000. Cosa ha da dire l’Authority che ne è l’azionista di controllo? «Mi risulta che siano bloccate», replica Gallanti. «E comunque non le può fare il presidente, semmai chi assume è il consiglio d’amministrazione».


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